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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 35999/2023 del 27/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva la nullità del giudizio di primo grado per radicale assenza della procura alle liti in favore del difensore degli attori (Ascione), e censurava la Corte d'appello per aver ritenuto che la produzione, in sede di appello, della procura potesse sanare ex tunc la mancata procura originaria.

La decisione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, ratione temporis, la disposizione dell'art. 182, secondo comma, c.p.c. (nella formulazione introdotta dalla legge n. 69/2009) non consente la sanatoria ex tunc dell'inesistenza della procura alle liti mediante la sua produzione in appello. Ne è conseguita la declaratoria di nullità del procedimento e della sentenza di primo grado per difetto di ius postulandi degli attori; la cassazione è disposta senza rinvio ex art. 382 c.p.c. Sono state indicate gravi ed eccezionali ragioni per la compensazione integrale delle spese processuali di tutti i gradi, alla luce dell'intervento successivo delle Sezioni Unite e della modifica normativa posteriore non applicabile al caso.

Norme richiamate

  • art. 182 c.p.c. (formulazione applicabile ratione temporis, legge n. 69/2009)

    Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l'assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L'osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione

    La Corte ha interpretato che questa formulazione concerne vizi di una procura esistente (nullità) e non l'assenza totale della procura in atti; pertanto la produzione successiva della procura in appello non sanava ex tunc l'inesistenza originaria.

  • art. 182 c.p.c. (formulazione novellata d.lgs. n. 149/2022)

    Quando rileva la mancanza della procura al difensore oppure un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione che ne determina la nullità, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l'assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L'osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono fin dal momento della prima notificazione

    La Corte ha osservato che questa formulazione, introdotta successivamente e applicabile solo ai giudizi instaurati dopo il termine di efficacia della novella, estende esplicitamente la sanatoria anche all'ipotesi di mancanza/inesistenza della procura; tuttavia non è applicabile al caso di specie.

  • art. 360 c.p.c.

    Norma invocata dal ricorrente per il motivo di cassazione (violazione e falsa applicazione di norme di diritto). La Corte ha accertato la fondatezza del motivo nei termini riferiti all'art. 182 c.p.c.

  • art. 382 c.p.c.

    Consente alla Corte di cassare la sentenza senza rinvio quando la decisione di merito è affetta da nullità insanabile o sussistono altre condizioni per evitare il rinvio; la Corte ha applicato la disposizione per cassare senza rinvio.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato in relazione alla statuizione sulle spese: la Corte ha ritenuto sussistenti gravi ed eccezionali ragioni per disporre la compensazione integrale delle spese di tutti i gradi di giudizio.

  • Cass. Sez. U, Sentenza n. 37434/2022 (Sezioni Unite)

    Decisione delle Sezioni Unite che ha stabilito, nella formulazione della legge n. 69/2009, che l'art. 182 non ammette la sanatoria dell'inesistenza della procura; la Corte di legittimità ha fatto leva su questo principio per decidere il caso.

  • Cass. Sez. 3, Sentenza n. 28251/2023

    Conferma e chiarisce che, prima della novella del 2022, l'art. 182 non consente la sanatoria dell'inesistenza della procura; citata dalla Corte come consolidamento del principio

Massime di principio

  • Se alla prima instaurazione del giudizio non esiste alcuna procura alle liti agli atti (inesistenza del mandato), la sua produzione successiva in sede di appello non sanerà retroattivamente il vizio, se applicabile la formulazione dell'art. 182 c.p.c. vigente ratione temporis (legge n. 69/2009).
  • Se invece esiste una procura agli atti ma essa è affetta da vizio che ne determina la nullità, il giudice deve concedere un termine perentorio per la regolarizzazione e l'osservanza del termine sana i vizi con efficacia ex tunc (secondo la formulazione antecedente alla riforma del 2022).
  • La riforma normativa (d.lgs. n. 149/2022) ha poi esplicitamente esteso la sanatoria anche all'ipotesi di mancanza/inesistenza della procura, ma tale disposizione si applica solo ai giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore; per i giudizi anteriori continua ad operare il principio restrittivo della giurisprudenza precedente.
  • La mancanza del requisito del ius postulandi può comportare la nullità del procedimento e della sentenza di primo grado; la parte difesa dall'avvocato privo di procura corre il rischio di veder annullato l'intero processo.
  • Per evitare rischi, il difensore e la parte devono documentare e conservare la procura in atti, e, se il vizio viene rilevato, chiedere immediatamente il termine per la regolarizzazione o produrre prova certa dell'esistenza della procura originaria.
  • In casi eccezionali, alla luce di successivi interventi giurisprudenziali o normativi non applicabili al caso concreto, la Corte può disporre la compensazione integrale delle spese processuali.

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