Cassazione Penale, Sentenza n. 615/2023 del 11/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Fidale ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione per il periodo dal 2/8/2011 all'8/9/2011 in esecuzione di ordinanza del GIP di Reggio Calabria per vari reati (tra cui riciclaggio, falsità, truffa). Il ricorrente contestava il rigetto dell'istanza da parte della Corte d'appello di Bologna, che aveva motivato il diniego rilevando che per alcune imputazioni (capo D: artt. 476 e 482 c.p.) il Tribunale di Bologna aveva pronunciato proscioglimento per estinzione del reato per prescrizione; secondo la Corte territoriale tale proscioglimento, anche se per prescrizione, impediva il riconoscimento del diritto alla riparazione, salvo le eccezioni previste dalla giurisprudenza (p. es. detenzione superiore alla pena astrattamente infliggibile o accertata ingiustizia formale). Il ricorrente deduceva errore di applicazione dell'art. 314 c.p.p. e vizio di motivazione in ordine all'assenza di colpa grave che avrebbe escluso il diritto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio secondo cui il proscioglimento per prescrizione non dà automaticamente diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione, salvo i casi in cui la custodia cautelare abbia avuto durata superiore alla pena astrattamente o concretamente irrogabile (o quando sia accertata in astratto l'ingiustizia formale della detenzione). Ha ritenuto corretta l'analisi della Corte territoriale secondo cui il proscioglimento per prescrizione di una delle imputazioni che legittimavano la custodia può precludere il diritto alla riparazione se quella imputazione era autonomamente idonea a giustificare la compressione della libertà. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e ha escluso la rifusione delle spese del Ministero resistente per genericità della sua memoria.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione; la giurisprudenza la interpreta restrittivamente nei casi di estinzione per prescrizione, riconoscendo il diritto solo se la custodia cautelare supera la pena astrattamente o concretamente irrogabile o quando sia accertata l'ingiustizia formale della detenzione.
art. 157 cod. pen.
Prevede la possibilità per l'imputato di rinunciare alla prescrizione: la rinuncia consente di ottenere un proscioglimento nel merito (se raggiunto) e quindi poter far valere il diritto all'indennizzo laddove altrimenti la prescrizione avrebbe escluso tale diritto.
art. 129 cod. proc. pen.
Riferito alla valutazione delle cause che incidono sulla procedibilità o sulla vicenda processuale; la Corte osserva che la verifica connessa alla prescrizione comporta comunque una valutazione che può escludere l'ingiustizia della detenzione.
Sentenza Corte Costituzionale n. 219 del 11/06/2008
Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parte dell'art. 314 c.p.p. nella parte in cui non prevedeva l'equa riparazione quando la pena definitiva o preclusa risulti inferiore al periodo di custodia; tale pronuncia amplia la tutela ma non rende automatico il diritto all'indennizzo in caso di prescrizione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime citate)
Orientamenti consolidati richiedono che, in caso di estinzione per prescrizione, l'indennizzo sia possibile solo per la parte di detenzione eccedente la pena astrattamente o concretamente applicabile, ovvero quando risulti accertata una ingiustizia formale della detenzione; inoltre il proscioglimento per prescrizione di una imputazione può comunque essere ostativo al riconoscimento del diritto se quella imputazione giustificava autonomamente la misura cautelare.
Massime di principio
- Il proscioglimento per prescrizione non dà automaticamente diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione: il diritto sussiste solo in presenza di specifiche condizioni (detenzione superiore alla pena astrattamente o concretamente irrogabile, o accertata ingiustizia formale).
- In ipotesi di imputazioni cumulative, il proscioglimento per prescrizione anche di una sola delle imputazioni è idoneo a precludere il diritto all'indennizzo se quella imputazione era autonoma causa legittimante della custodia cautelare.
- L'imputato può rinunciare alla prescrizione ai sensi dell'art. 157 c.p. per ottenere un giudizio nel merito e, se prosciolto nel merito, poter così far valere il diritto all'indennizzo.
- Nella quantificazione dell'indennizzo, se riconosciuto, si deve considerare solo il periodo di detenzione che eccede la pena astrattamente o concretamente irrogabile per il reato per cui si è stati poi condannati o assolti.
- Memorie generiche o non specifiche della parte resistente possono non giustificare la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese; il giudice valuta il contributo delle parti alla decisione.
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