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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37088/2025 del 13/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza d'appello che confermava la condanna di Luca Barbaro per bancarotta fraudolenta distrattiva e bancarotta fraudolenta documentale. Tre motivi principali: (1) violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza e vizio di motivazione, con la tesi che i fatti accertati sono stati ricostruiti secondo regole proprie dell'art. 223 comma 2 l. fall. (bancarotta impropria) e non della originaria imputazione per distrazione; criticata anche la prova relativa alla distrazione di euro 38.202,82 annotata il 31/12/2009; (2) richiesta di riqualificazione dei fatti in reati fiscali (art. 2 d.lgs. n. 74/2000) perché le operazioni avrebbero mirato a creare indebito credito IVA e perché somme oggetto di fatture inesistenti non sarebbero mai entrate nel patrimonio della fallita; richiesta alternativa di riqualificazione in bancarotta semplice documentale; (3) contestazione del dolo nella bancarotta fraudolenta documentale e richiesta di riconoscimento della forma semplice.

La decisione

La Corte (sezione di legittimità) ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la legittimità della ricostruzione adottata dalla Corte d'Appello: non sussiste trasformazione radicale dei fatti che configuri violazione del principio di correlazione; gli artifizi contabili (fatturazioni per operazioni inesistenti, sovrafatturazioni, pagamenti in contanti, discrepanze di magazzino) costituiscono indici di fraudolenza idonei a provare la distrazione di risorse dal patrimonio della fallita e il dolo generico richiesto per la bancarotta fraudolenta distrattiva; la bancarotta impropria prevista dall'art. 223 comma 2, n. 2, l. fall. può essere assorbita nella fattispecie di bancarotta fraudolenta quando l'azione è la stessa e mira a causare il fallimento; la riqualificazione nei reati fiscali o nella bancarotta semplice documentale è infondata perché i falsi contabili reiterati e la connessione con operazioni distrattive dimostrano la fraudolenza documentale. In sintesi: rigettato il ricorso di Barbaro, confermata la condanna per i reati contestati (pena principale di quattro anni di reclusione come deciso in appello e confermate le valutazioni sulle pene accessorie).

Norme richiamate

  • Art. 216, primo comma, n. 2, legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)

    L'annotazione originaria di dati falsi o l'omessa annotazione, se reiterata e connessa ad attività distrattive, integra la bancarotta fraudolenta documentale: la Corte ha ritenuto presenti gli elementi tipici della fraudolenza documentale.

  • Art. 223, comma 2, legge fallimentare (bancarotta impropria da operazioni dolose)

    La fattispecie di bancarotta impropria può essere assorbita nella bancarotta fraudolenta quando l'azione diretta a causare il fallimento è la stessa; non c'è automaticamente alternatività tra le due ipotesi se ricorre lo stesso comportamento doloso.

  • Art. 217, legge fallimentare (bancarotta semplice documentale)

    La Corte ha ritenuto che i requisiti della fraudolenza documentale superano la mera ipotesi di bancarotta semplice; quindi non è possibile la riqualificazione prospettata in semplice documentale.

  • Art. 87, legge fallimentare (obbligo di verità del fallito e inversione dell'onere probatorio)

    L'onere di spiegare la destinazione dei beni e dei ricavi gravava sull'amministratore: la mancata dimostrazione della destinazione dei beni rende probabile la distrazione, giustificando una 'apparente' inversione dell'onere probatorio a carico dell'imputato.

  • Art. 2, d.lgs. n. 74/2000 (delitti contro il sistema tributario)

    Anche quando fossero configurabili reati fiscali (es. indebita detrazione IVA), tali reati non esauriscono la rilevanza penale delle condotte distrattive: possono concorrere ma non escludono la sussistenza dei reati fallimentari quando il bene tutelato e gli elementi soggettivi/oggettivi sono diversi.

Massime di principio

  • Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato se l'imputato, nel corso del processo, ha potuto effettivamente difendersi sul nucleo essenziale dei fatti; è richiesta una trasformazione radicale dei fatti per configurare violazione.
  • Fatture per operazioni inesistenti o sovrafatturazioni e pagamenti in contanti, soprattutto se reiterati e riconducibili a società di comodo, costituiscono indici di fraudolenza e possono essere utilizzati per provare la bancarotta fraudolenta distrattiva.
  • La presenza di reati fiscali non esclude automaticamente la rilevanza penale delle condotte come bancarotta fraudolenta; si valutano separatamente i beni giuridici tutelati e gli elementi soggettivi/oggettivi delle fattispecie.
  • La bancarotta impropria (art. 223 comma 2) può essere assorbita nella fattispecie di bancarotta fraudolenta quando l'azione diretta a causare il fallimento è la stessa e coincide l'elemento soggettivo.
  • Annotazioni contabili false reiterate e la correlazione con operazioni distrattive giustificano la qualificazione come bancarotta fraudolenta documentale piuttosto che semplice; la reiterazione e il contesto pratico sono elementi decisivi.
  • Quando beni o ricavi non sono rinvenuti, l'amministratore deve fornire una spiegazione plausibile della loro destinazione; la mancata prova può indebolire la posizione difensiva e rafforzare l'accusa di distrazione.

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