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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3704/2024 del 29/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di revocazione della confisca ex art. 28 d.lgs. n. 159/2011 avanzata nel 2022 dal difensore del fallimento Soipa S.p.A., con la contestazione del nesso di derivazione dei valori acquisiti dal fallimento da proventi illeciti e con l'allegazione di elementi nuovi (decreto della Corte d'appello di Perugia del 13/01/2021 che avrebbe disposto revoche analoghe e riconosciuto diritti di terzi), nonché censura di carenza di motivazione del provvedimento impugnato

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per ragioni procedurali: (i) mancavano agli atti la procura speciale a favore dell'avv. che ha proposto il ricorso in cassazione per conto del terzo interessato (Soipa), requisito necessario per impugnare i decreti che dispongono misure di prevenzione della confisca; (ii) non risultava l'autorizzazione del giudice delegato del fallimento alla nomina del difensore da parte del curatore né una ratifica valida per proporre il ricorso per cassazione; la Corte ha inoltre osservato che il rito era cartolare (art. 611 c.p.p.) e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 28 d.lgs. n. 159/2011

    Norma che disciplina l'azione di revocazione della confisca; la Corte rileva che l'istanza era qualificata come richiesta di revocazione ai sensi di tale articolo e che il ricorrente adduceva novità ex art. 28 lett. b) fondate su provvedimenti sopravvenuti

  • art. 1, commi 1 e 2, legge 27/12/1956 n. 1423

    Richiamata come base normativa storica della misura di prevenzione fondata sulla pericolosità sociale generica nel procedimento originario a carico di Garaffini

  • art. 100 c.p.p.

    Richiede la procura speciale per il difensore del terzo interessato che impugna in cassazione provvedimenti che dispongono misure di prevenzione; la Corte ha ritenuto inapplicabile la regolarizzazione ex art. 182 c.p.c. e quindi indispensabile la procura speciale

  • art. 182, comma secondo, c.p.c.

    Norma sulla regolarizzazione della rappresentanza che la Corte ha ritenuto non applicabile per sanare l'assenza della procura speciale nel ricorso in cassazione contro provvedimenti di prevenzione

  • art. 611 c.p.p.

    Prevede il rito cartolare per il tipo di ricorso in questione; la Corte ha ricordato che per i ricorsi fissati ai sensi di tale articolo non è prevista la discussione orale

  • art. 25, comma 1, n. 6, legge fallimentare

    Attribuisce al giudice delegato la funzione di autorizzare per iscritto il curatore a stare in giudizio per atti determinati e per ciascun grado di giudizio; la Corte ha ritenuto necessaria tale autorizzazione per la nomina del difensore e per il ricorso in cassazione

  • art. 31, comma 2, legge fallimentare

    Stabilisce i limiti all'autonomia processuale del curatore e conferma l'obbligo di autorizzazione del giudice delegato salvo alcune eccezioni; la Corte l'ha richiamata per affermare il difetto di legittimazione processuale in mancanza di autorizzazione specifica

  • art. 322 e art. 325 c.p.p.

    Citati in relazione alla possibilità, riconosciuta dalla giurisprudenza, per il curatore di proporre istanze di riesame o revoca di misure e di ricorrere per cassazione, ma sempre previa autorizzazione del giudice delegato per ciascun grado; la Corte ha ribadito tale principio

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto la condanna alle spese e ha valutato che non sussistessero profili di colpa tali da richiedere anche la misura prevista per la Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Per essere ammesso un ricorso per cassazione avverso provvedimenti che dispongono misure di prevenzione della confisca proposto da un difensore del terzo, è indispensabile che il difensore sia munito di procura speciale (art. 100 c.p.p.); l'assenza di tale procura comporta l'inammissibilità
  • Il curatore fallimentare può agire per la tutela dell'attivo fallimentare, ma deve ottenere l'autorizzazione scritta del giudice delegato per nominare un difensore e per promuovere impugnazioni in ciascun grado; l'assenza di autorizzazione specifica per il grado di cassazione determina l'inammissibilità
  • Le questioni procedurali formali (mancanza di procura speciale, mancata autorizzazione del giudice delegato, mancata ratifica) possono determinare l'inammissibilità del ricorso anche quando sussistano rilevanti profili di merito: è pertanto essenziale curare la forma prima di entrare nel merito
  • La sussistenza di elementi 'novi' ai fini della revocazione ex art. 28 d.lgs. 159/2011 deve essere adeguatamente documentata e collegata a pronunce definitive o fatti sopravvenuti; tuttavia, tali profili sostanziali non possono supplire ai vizi processuali formali
  • Se il ricorso è fissato con rito cartolare (art. 611 c.p.p.) non è prevista discussione orale: le parti devono porre gli argomenti in memoria e documenti in modo completo nel fascicolo
  • In caso di inammissibilità, il ricorrente è generalmente condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la Corte può escludere sanzioni aggiuntive verso la Cassa delle ammende se non ravvisa colpa grave nella condotta

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