Sentenza n. 987/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa a un manufatto pertinenziale oggetto di ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, proprietario di un’area in zona agricola sulla quale insisteva un fabbricato rurale assentito, aveva impugnato il silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001. L’istanza riguardava le opere residue di un manufatto di circa 110 mq, dopo la demolizione parziale della tettoia e la riduzione della consistenza delle opere abusive. Con il primo motivo sono state dedotte la violazione degli artt. 2 e 3 l. 241/1990, dell’art. 36 d.P.R. 380/2001, del giusto procedimento e del contraddittorio procedimentale, nonché l’eccesso di potere sotto plurimi profili. Con il secondo motivo è stato sostenuto il diritto al rilascio del titolo edilizio in sanatoria, in ragione della natura pertinenziale del manufatto. Nel corso del giudizio, tuttavia, il Comune, dopo avere comunicato i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, ha adottato il 13 marzo 2026 un provvedimento espresso di rigetto della medesima istanza.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di merito. Il provvedimento espresso di rigetto adottato dal Comune nel corso del giudizio ha sostituito e assorbito il precedente silenzio-rigetto, divenendo l’unica fonte regolatrice della fattispecie. In applicazione del principio di continuità dell’azione amministrativa, l’amministrazione conserva il potere di provvedere espressamente sino alla definizione definitiva del rapporto. L’annullamento del silenzio non avrebbe più prodotto un’utilità concreta e attuale, poiché l’eventuale contestazione doveva ormai rivolgersi contro il provvedimento espresso sopravvenuto. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
Disciplina l’istanza di permesso di costruire in sanatoria e il termine decorso il quale si forma il silenzio-rigetto; il provvedimento espresso successivamente adottato ha sostituito il silenzio precedentemente formatosi.
art. 2 l. 241/1990
Richiamato con riferimento all’obbligo di conclusione del procedimento.
art. 3 l. 241/1990
Richiamato dal ricorrente in relazione all’obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo.
art. 10-bis l. 241/1990
Il Comune aveva comunicato i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza prima di adottare il provvedimento espresso di rigetto.
art. 35 c.p.a.
Applicato per dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 100 c.p.c.
Richiamato quanto al requisito dell’interesse a ricorrere, che deve essere concreto e attuale.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione all’originaria ordinanza di demolizione delle opere ritenute abusive.
Massime di principio
- Quando, dopo la formazione e l’impugnazione di un silenzio significativo, l’amministrazione adotta un provvedimento espresso sulla medesima istanza e nell’esercizio della stessa potestà, il provvedimento sopravvenuto sostituisce e assorbe il silenzio precedente, divenendo l’unico atto rilevante ai fini della disciplina del rapporto.
- L’adozione del provvedimento espresso sopravvenuto determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro il silenzio, perché l’eventuale annullamento del silenzio non assicurerebbe più al ricorrente un’utilità concreta e attuale.
- In applicazione del principio di continuità dell’azione amministrativa, l’amministrazione può provvedere espressamente sulla domanda anche dopo la formazione del silenzio significativo e fino alla definizione definitiva del rapporto giuridico.
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