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Sentenza

Sentenza n. 1828/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Piano Riabilitativo Individualizzato dell’ASL Salerno che riduceva il trattamento ABA da 40 a 20 ore mensili; impugnate anche, nei limiti indicati, le deliberazioni aziendali presupposte

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (genitori del minore)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, genitori di un minore con disturbo dello spettro autistico di livello 3, hanno contestato il piano che riduceva da 40 a 20 le ore mensili di trattamento ABA, ritenendolo non adeguato ai bisogni clinici del figlio e contrario alla continuità terapeutica. Hanno dedotto violazione degli artt. 2, 3 e 32 Cost., della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, del d.lgs. 502/1992, delle leggi 134/2015 e 24/2017, del d.lgs. 117/2017, del d.P.C.M. 12 gennaio 2017 e delle linee guida SINPIA; violazione dei principi di appropriatezza e continuità delle cure; difetto, insufficienza e contraddittorietà della motivazione ai sensi dell’art. 3 l. 241/1990 e carenza istruttoria. Hanno chiesto l’annullamento del piano, l’accertamento del diritto al trattamento nella misura precedentemente erogata e la condanna dell’ASL a garantirlo. Hanno inoltre contestato le deliberazioni aziendali che, a loro avviso, predeterminavano trattamenti secondo fasce d’età, e richiesto una CTU.

La decisione

Il ricorso è stato accolto nei limiti precisati in motivazione. Il TAR ha dichiarato inammissibile la parte diretta genericamente contro le deliberazioni aziendali n. 594/2019 e n. 483/2021: esse erano state superate dalla deliberazione n. 2033 del 22 dicembre 2024, che demandava la definizione delle ore a una valutazione clinica individuale e richiedeva adeguata motivazione. Ciò non escludeva tuttavia il sindacato sulla concreta individualizzazione del trattamento. Nel merito, sulla base della CTU, il Collegio ha ritenuto inadeguato il piano impugnato e ha condiviso la necessità di un percorso ABA calibrato sulle caratteristiche del minore, senza assumere che un maggiore numero di ore produca automaticamente un migliore esito clinico. Ha annullato il PRI e ordinato all’ASL Salerno di assicurare per un anno, dalla comunicazione o dalla precedente notificazione della sentenza, 5 ore settimanali di intervento intensivo domiciliare, 4 ore settimanali di intervento scolastico, 1 ora settimanale di training ai genitori e 2 ore mensili di supervisione da parte di BCBA. Dopo il primo semestre l’ASL può adottare una diversa determinazione, in aumento o in diminuzione, purché sorretta da istruttoria specifica e concreta, comprendente l’esame dei resoconti di supervisione, visite specialistiche e appositi test valutativi. Le spese di lite, liquidate in € 1.500 oltre accessori, rimborso forfettario del 15% e contributo unificato se versato, nonché gli oneri della CTU, sono stati posti a carico dell’ASL.

Norme richiamate

  • artt. 25, 26, 27, 32 e 60 d.P.C.M. 12 gennaio 2017

    Questo Consiglio di Stato ha più volte affermato, sulla scorta della giurisprudenza costituzionale, che il trattamento ABA -OMISSIS- rientra certamente tra i livelli essenziali di assistenza (LEA) a norma dell’articolo 60 del d.P.C.M. 12 gennaio 2017 e delle conseguenti Linee di indirizzo dell’Istituto superiore di sanità, da ultimo approvate in Conferenza unificata in data 10 maggio 20178, in attuazione della legge 18 agosto 2015, n. 134 (cfr. sent. n. 2129/2022).

    Il trattamento ABA è ricompreso nei LEA; la sua erogazione deve concorrere all’effettiva tutela sanitaria, anche mediante erogazione indiretta e strumentale. Le prestazioni devono essere determinate secondo le esigenze individuali del paziente.

  • art. 3 l. 241/1990

    Ciò, tuttavia, non toglie che permanga l’esigenza di valutare in concreto il recepimento o meno di tali dichiarazioni programmatiche al fine di esaminare se, nel singolo caso concreto, il trattamento, nelle modalità quali-quantitative, sia stato calibrato sulle esigenze specifiche del paziente sottoposto a valutazione.

    La conformità a indirizzi generali non esonera l’amministrazione dal valutare e motivare in concreto la quantità e le modalità del trattamento rispetto alle necessità specifiche del paziente.

Massime di principio

  • Il trattamento ABA per le persone con disturbo dello spettro autistico rientra nei livelli essenziali di assistenza; l’amministrazione sanitaria deve assicurare prestazioni effettive, anche in forma indiretta, e non può escluderle in via generale dal servizio sanitario.
  • La quantità e le modalità del trattamento riabilitativo devono essere definite caso per caso sulla base della valutazione clinica individuale: non è legittimo applicare automaticamente un numero di ore predeterminato per fasce d’età o presumere una relazione rigida e lineare tra intensità oraria ed esito clinico.
  • La riduzione o rimodulazione di un trattamento già erogato deve essere sorretta da una valutazione concreta e adeguatamente istruita delle condizioni del paziente, della risposta alla terapia e dell’evoluzione del quadro clinico, nel rispetto della continuità terapeutica.
  • La durata e l’intensità delle prestazioni possono essere rivalutate periodicamente; una modifica in aumento o in diminuzione è legittima se fondata su istruttoria specifica, comprendente gli accertamenti specialistici e valutativi pertinenti, e su una determinazione adeguatamente motivata.

Come è indicizzato

MaterieAssistenza e prestazioni sanitarie
RamiSanità
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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