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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4332/2025 del 03/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per i reati di cui agli artt. 110 e 624-bis c.p. (impossessamento di una bicicletta sottratta introducendosi nello scantinato/androne condominiale). Deduce due motivi: (1) nullità per mancanza di motivazione in ordine al diniego dei lavori di pubblica utilità richiesti in sostituzione della pena detentiva, perché la Corte non ha motivato la mancata concessione nonostante la domanda e la disponibilità di un'associazione; (2) contraddittorietà e manifesta illogicità della decisione in relazione alla valutazione delle prove circa il luogo ove si trovasse la bicicletta. Il Procuratore Generale aveva chiesto annullamento limitato alle sanzioni sostitutive e inammissibilità del resto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il secondo motivo (aspecificità e contenuto valutativo; doppia conforme delle decisioni di merito). Ha invece accolto il primo motivo: la Corte d'appello, pur essendo stata sollecitata dal difensore in udienza a valutare l'applicabilità dei lavori di pubblica utilità (con dichiarazione di disponibilità di un'associazione), non ha fornito alcuna motivazione né ha fissato l'ulteriore udienza prevista dall'art. 545-bis c.p.p. alla luce della riforma (d.lgs. n.150/2022). Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla determinazione delle sanzioni sostitutive e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Cagliari per valutare l'applicabilità delle pene sostitutive; resta irrevocabile l'affermazione di responsabilità per il reato contestato.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; presente nel capo d'imputazione ma non centrale nella questione sulle sanzioni sostitutive.

  • art. 624-bis cod. pen.

    La Corte conferma che la nozione di 'pertinenza' ai fini di questo articolo non coincide con quella civilistica e può comprendere luoghi condominiali quali androne e cantine; quindi il furto in tali luoghi integra il reato aggravato previsto dall'art. 624-bis.

  • art. 20-bis cod. pen.

    le pene sostitutive della reclusione e dell'arresto sono disciplinate dal Capo 3 della L. 24 novembre 1981, n. 689; il lavoro di pubblica utilita· sostitutivo può essere applicato per pene non superiori a tre anni, ecc.

    Introduce formalmente nel codice la categoria delle pene sostitutive per pene detentive brevi; rilevante per stabilire i limiti di applicabilità delle misure alternative e per la retroattività in bonam partem della disciplina introdotta dalla riforma.

  • d.lgs. 10/10/2022, n. 150 (Riforma Cartabia), art. 95

    Le nuove disposizioni in materia di pene sostitutive, se più favorevoli, si applicano ai procedimenti pendenti in primo grado o in grado di appello alla data di entrata in vigore del d.lgs.

    Prevede la transizione e la possibile applicazione retroattiva, in favore dell'imputato, delle nuove norme sulle pene sostitutive anche nei giudizi pendenti al momento dell'entrata in vigore, salvo il limite del giudicato.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    il giudice, se ritiene che ne ricorrano i presupposti, sostituisce la pena detentiva con una delle pene sostitutive... se non possibile decidere immediatamente integra il dispositivo e fissa udienza entro sessanta giorni, dandone avviso alle parti e all'ufficio di esecuzione penale esterna competente; in tal caso il processo è sospeso.

    Attribuisce al giudice il dovere di verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti per le pene sostitutive e disciplina la procedura quando non sia possibile decidere immediatamente; centrale per l'obbligo motivazionale e per l'adozione di misure sostitutive in sede di sentenza.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    limita l'ambito conoscitivo del giudice d'appello ai punti della decisione strettamente connessi ai motivi proposti.

    Contempera la possibilità che il giudice d'appello applichi pene sostitutive con il principio che l'esame in appello è circoscritto ai motivi di impugnazione; la giurisprudenza richiede comunque che l'istanza sia proposta almeno in udienza di discussione del gravame.

  • art. 2 cod. pen. (comma quarto) e art. 25 Cost.

    Riferimenti al principio di retroattività della legge penale più favorevole (art.2 c.p.) e al divieto di retroattività in malam partem (art.25 Cost.), usati per giustificare l'applicazione in bonam partem delle norme sulle pene sostitutive.

Massime di principio

  • Quando il difensore richiede in udienza l'applicazione di una pena sostitutiva (es. lavoro di pubblica utilità) il giudice deve esprimersi sul punto o, se necessario, integrare il dispositivo e fissare l'udienza ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.; la mancata valutazione motivata può determinare l'annullamento limitato alla materia delle sanzioni sostitutive.
  • La riforma (d.lgs. n.150/2022) ha introdotto norme sulle pene sostitutive applicabili retroattivamente in bonam partem ai procedimenti non definiti; se la decisione di appello è resa dopo l'entrata in vigore, il giudice d'appello può applicare le pene sostitutive purché l'istanza sia stata formulata nei termini processuali (al più tardi in udienza di discussione).
  • Le questioni sulla responsabilità decise in doppia conforme (stesso convincimento in primo e secondo grado) sono difficilmente riapribili in Cassazione se i motivi proposti sono aspecifici o costituiscono valutazioni di merito; la Corte di legittimità limita il sindacato quando le corti di merito formano un 'corpo decisionale' con argomentazioni integrabili.
  • Ai fini dell'art. 624-bis c.p. i luoghi condominiali (cantine, androni, aree di pertinenza) possono qualificarsi come pertinenze della privata dimora anche se non in disponibilità esclusiva: rileva la strumentalità e la complementarietà funzionale rispetto all'abitazione.
  • Se in appello si chiede una misura più favorevole, il difensore deve almeno sollecitare l'esercizio discrezionale del potere officioso del giudice; se questo viene sollecitato e non riceve risposta motivata, la violazione è rilevabile e puo comportare annullamento limitato.

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