Sentenza del 27/05/2024 n. 460 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Commissione Tributaria d'Appello ha respinto l'appello proposto da ASM Rovigo s.p.a., confermando la sentenza di primo grado n. 98/2022 che aveva dichiarato la nullità dell'avviso di accertamento per l'anno 2019. La Commissione ha ritenuto infondata la pretesa impositiva in quanto il poster è esente dall'imposta per mancanza del requisito del messaggio pubblicitario. Spese del grado compensate.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento n. 130 del 04/07/2018 relativo all'omesso versamento dell'imposta comunale sulla pubblicità per un poster adesivo raffigurante due manichini con capi d'abbigliamento collocato sulla vetrina di un negozio; la ricorrente ha dedotto l'inammissibilità per identità con un precedente avviso annullato in autotutela e, nel merito, l'esenzione dall'imposta ai sensi dell'art. 17 d.lgs. 507/1993 in quanto il poster raffigurava prodotti generici e anonimi privi di messaggio pubblicitario, non idonei a far conoscere marchio, nome o attività del negozio, essendo la funzione della vetrina nel caso una schermatura della riservatezza e non un mezzo promozionale.
Norme richiamate
La norma è stata interpretata nel senso che sono esenti gli elementi che non costituiscono messaggio pubblicitario; l'imposta grava solo sulla diffusione di messaggi pubblicitari con finalità promozionale o di immagine dell'operatore economico.
Cass. Ord. 6714/2017
Richiamata per il principio secondo cui il presupposto dell'imposta si valuta con riferimento all'astratta possibilità del messaggio pubblicitario, in rapporto all'ubicazione del mezzo, di raggiungere un numero indeterminato di destinatari presenti nel luogo.
Cass. 2629/2015
Richiamata per l'ulteriore principio che il messaggio rilevante è quello finalizzato a promuovere la domanda di beni o servizi in luoghi pubblici o percepibili da tali luoghi.
Massime di principio
- L'imposta comunale sulla pubblicità si applica solo se è presente un messaggio pubblicitario con finalità promozionale o di immagine dell'operatore: immagini generiche o anonime prive di riferimenti a marchi, segni distintivi o invito all'acquisto possono essere escluse dall'imposta.
- Per valutare l'imposizione va considerata l'astratta possibilità che il contenuto, per ubicazione e natura del mezzo, raggiunga un numero indeterminato di potenziali destinatari; se l'uso è privato o funzionale (es. schermatura della vetrina) e privo di intento promozionale, sussiste un buon argomento di esenzione.
- Documentare l'assenza di elementi identificativi o promozionali (fotografie, descrizione del contenuto, assenza di marchi/nomi/insegne) e, se possibile, richiamare precedenti atti di autotutela o decisioni favorevoli aumenta la probabilità di successo del ricorso.
- La giurisprudenza tende a valutare caso per caso: occorre dimostrare sia l'assenza materiale del messaggio pubblicitario sia la mancanza della sua idoneità oggettiva a promuovere l'attività o i prodotti venduti nel punto vendita.
- In presenza di questioni complesse e di giurisprudenza non pienamente consolidata, è comune la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.
Testo integrale
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