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Sentenza

Sentenza del 27/08/2020 n. 24583 - Corte di Appello

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente impugnava la condanna per il reato di cui all'art. 4 D.Lgs. 74/2000 relativa alla dichiarazione 2010, sostenendo: 1) che l'integrale pagamento del debito tributario (con piano di rateizzazione completato il 28.6.2015) avrebbe dovuto determinare la causa di non punibilità ex art. 13 D.Lgs. 74/2000; 2) che le vincite del Casinò di Montecarlo erano qualificabili diversamente (deducibilità della provvista del 33%), contestando la qualificazione del Principato di Monaco come paese a fiscalità privilegiata e la determinazione dell'imponibile in euro 1.339.955; 3) che le vincite da casa da gioco sarebbero esenti da IRPEF e soggette solo all'ISI versata dal casinò, invocando principi UE di non discriminazione e la giurisprudenza CGUE; 4) violazione del ne bis in idem processuale rispetto al procedimento amministrativo già concluso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha confermato la condanna. Motivi principali: 1) la causa di non punibilità ex art.13 non si applica perché il pagamento integrale è intervenuto dopo l'apertura del dibattimento; 2) le vincite erogate da case da gioco situate al di fuori di Italia, UE o SEE (tra cui il Principato di Monaco, qualificato come paese a fiscalità privilegiata) concorrono integralmente a formare il reddito e sono tassabili in capo al contribuente per l'intero importo; 3) l'intervento amministrativo (accertamento con adesione e abbattimento del 33% della provvista) può ridurre l'imponibile ma non elimina la responsabilità penale né modifica la qualificazione normativa delle somme; 4) il vizio invocato sul ne bis in idem è generico e infondato poiché non sussiste una connessione tale da escludere la prosecuzione del procedimento penale e il ricorrente ha beneficiato della definizione amministrativa. Esito pratico: rigetto del ricorso, conferma della pena di un anno di reclusione condizionalmente sospesa per il reato relativo all'anno 2010; condanna al pagamento delle spese processuali. Decisione del 27.08.2020.

Norme richiamate

  • art. 4 D.Lgs. 74/2000

    Norma che incrimina la dichiarazione fraudolenta e costituisce il capo di imputazione: la Corte conferma la responsabilità penale per la dichiarazione con elementi attivi sottostimati.

  • art. 13 D.Lgs. 74/2000 (come modificato dall'art.11 D.Lgs.158/2015)

    I reati di cui agli articoli 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari... sono stati estinti mediante integrale pagamento... sempreché il ravvedimento o la presentazione siano intervenuti prima che l'autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell'inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

    La causa di non punibilità richiede l'estinzione del debito prima di qualsiasi formale conoscenza di attività di accertamento o dell'apertura del dibattimento; i pagamenti intervenuti dopo l'apertura del dibattimento non consentono l'esimente.

  • art. 67 TUIR (D.P.R. 917/1986)

    le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico... costituiscono redditi diversi

    Le vincite rientrano tra i redditi diversi e, salvo deroghe, concorrono a formare il reddito complessivo.

  • art. 69 TUIR

    I premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 67 costituiscono reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione. 1-bis. Le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate nello Stato o negli altri Stati membri... non concorrono a formare il reddito per l'intero ammontare percepito nel periodo di imposta.

    Dopo la legge 122/2016 le vincite pagate da case da gioco autorizzate in UE/SEE non concorrono a formare il reddito; resta invece piena tassazione delle vincite provenienti da Paesi terzi non aderenti.

  • art. 30 D.P.R. 600/1973

    Ritenuta sui premi e sulle vincite... La ritenuta sulle vincite corrisposte dalle case da gioco autorizzate è compresa nell'imposta sugli spettacoli di cui all'art. 3 del D.P.R. n. 640/1972.

    Storicamente prevedeva una ritenuta sulle vincite; l'ultimo comma era abrogato dalla L.122/2016 per effetto della sentenza CGUE, cambiando il regime per le vincite UE/SEE.

  • D.P.R. 640/1972 (art. 1 e art. 3 comma 4)

    Per le case da gioco la base imponibile è costituita giornalmente dalla differenza tra le somme introitate per i giochi e quelle pagate ai giocatori per le vincite...

    Imposta sugli spettacoli applicata alle case da gioco italiane; spiegazione del precedente meccanismo che giustificava l'esenzione 'a valle' per il giocatore nel mercato interno.

  • Sentenza CGUE 22.10.2014 (C-344/13 e C-367/13 Bianco e Fabretti)

    Principio di libera prestazione dei servizi: uno Stato membro non può esonerare le vincite realizzate in case da gioco nazionali e tassare invece quelle provenienti da altri Stati membri, pena discriminazione. La decisione ha obbligato l'adeguamento legislativo italiano per l'UE/SEE.

  • Legge 7 luglio 2016, n. 122

    Disposizioni in materia di tassazione delle vincite da gioco... esecuzione della sentenza CGUE 22.10.2014

    Ha recepito la pronuncia CGUE, abrogando il comma rilevato e inserendo il comma 1-bis in art.69 per escludere dall'imponibile le vincite da case da gioco autorizzate in UE/SEE.

  • D.M. Min. Fin. 04/05/1999

    Classifica il Principato di Monaco come Stato a fiscalità privilegiata; la Corte utilizza tale qualificazione per giustificare il diverso regime fiscale e il mancato riconoscimento delle tutele UE nei confronti di paesi terzi.

  • Art. 4 Protocollo n.7 CEDU

    Garantisce il ne bis in idem processuale; la Corte ha ritenuto infondato il rilievo del ricorrente perché non sussisteva una violazione formale del divieto e i procedimenti amministrativo e penale non erano tali da integrare l'illecito di cui al protocollo.

  • Articoli 49 e 56 TFUE

    Richiamati dal ricorrente per invocare divieti di restrizione alla libertà di stabilimento e prestazione dei servizi; la Corte ha precisato che la tutela della CGUE riguarda operatori UE/SEE e non Stati terzi come Monaco.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità prevista dall'art.13 D.Lgs.74/2000 richiede l'estinzione del debito tributario prima che l'autore abbia formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell'apertura del dibattimento: pagamenti successivi non la fanno operare.
  • Le vincite corrisposte da case da gioco situate in Stati terzi non appartenenti a UE/SEE e/o qualificati a fiscalità privilegiata costituiscono, salvo diversa disposizione, reddito imponibile per l'intero ammontare percepito e non beneficiano delle esenzioni applicate alle case da gioco italiane o UE/SEE.
  • La sentenza CGUE del 2014 obbliga gli Stati membri a non discriminare le vincite provenienti da case da gioco di altri Stati membri; il recepimento in diritto interno (L.122/2016) riguarda tuttavia solo Stati UE/SEE.
  • Un accertamento con adesione o una definizione amministrativa può ridurre l'imponibile e influire sulle sanzioni amministrative, ma non necessariamente neutralizza la responsabilità penale se i presupposti della causa di non punibilità penale non sono soddisfatti.
  • La qualificazione di uno Stato come a fiscalità privilegiata legittima per lo Stato percorsi fiscali più stringenti per somme provenienti da tale giurisdizione e può essere giustificata anche per esigenze di prevenzione di riciclaggio e fuga di capitali.
  • Il rimedio invocato per presunta violazione del ne bis in idem richiede dimostrare una connessione tale tra i procedimenti da escludere la prosecuzione penale; la mera successione di procedimento amministrativo concluso e penale pendente non basta automaticamente a vietare il processo penale.

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