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Sentenza

Sentenza del 08/02/2019 n. 85 - Comm. Trib. Prov. Campobasso

Marchio d'impresa - Spese pluriennali di rinnovo eregistrazione - Termine di ammortamento quinquennale - art.180 tuir - Applicabilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per il 2012, contestando: l'illegittimità di un accertamento integrativo emesso dopo un precedente controllo sullo stesso periodo, per assenza di elementi realmente nuovi; la violazione del contraddittorio preventivo; il recupero dell'ammortamento del marchio e delle spese pluriennali di rinnovo e registrazione; nonché l'errata determinazione delle sanzioni. In particolare, l'Ufficio aveva applicato anche alle spese di rinnovo e registrazione del marchio il periodo di ammortamento di 18 anni previsto per il marchio principale.

La decisione

Il ricorso è stato accolto e l'avviso di accertamento è stato annullato. Il giudice ha ritenuto illegittimo l'accertamento integrativo perché fondato su elementi che l'Ufficio avrebbe potuto conoscere con un'istruttoria diligente e ragionevole e non su elementi realmente nuovi. Ha inoltre chiarito che le spese amministrative di rinnovo e registrazione del marchio, avendo durata variabile e generalmente inferiore a quella del marchio, non devono essere ammortizzate necessariamente in 18 anni, ma secondo il termine ordinario quinquennale previsto per le spese pluriennali. È stata ritenuta fondata anche la doglianza sulle sanzioni, per l'applicazione della riduzione prevista in caso di errore di imputazione temporale. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 3.750,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 43, comma 3, D.P.R. n. 600/1973

    Fino alla scadenza del termine stabilito nei commi precedenti l'accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell'Agenzia delle Entrate.

    Un accertamento integrativo è legittimo solo se fondato su elementi nuovi, non conosciuti né conoscibili dall'Ufficio con un'istruttoria diligente prima dell'emissione del primo avviso. Non è sufficiente una diversa o più approfondita valutazione di dati già disponibili.

  • Art. 7, D.L. n. 70/2011

    Le attività di verifica svolte da diverse autorità amministrative devono essere coordinate, così da evitare controlli duplicati o successivi sul medesimo contribuente e periodo d'imposta.

  • Art. 103 TUIR

    Il marchio d'impresa deve essere ammortizzato secondo il periodo fiscale previsto per il bene principale, nella fattispecie considerato pari a 18 anni.

  • Art. 108 TUIR

    Le spese pluriennali diverse da quelle direttamente riferibili alla durata giuridica del marchio possono essere dedotte in quote costanti nel limite del termine ordinario quinquennale, quando la loro natura e durata non coincidono con quelle del marchio principale.

  • Art. 5, comma 3, D.Lgs. n. 446/1997

    Ai fini IRAP, i criteri di ammortamento fiscale applicabili ai beni immateriali devono essere considerati nel calcolo della base imponibile secondo le regole previste dal TUIR.

  • Art. 1, comma 4, D.Lgs. n. 471/1997

    La medesima riduzione si applica quando ... l'infedeltà è conseguenza di un errore sull'imputazione temporale di elementi positivi o negativi di reddito.

    In presenza di un errore di competenza temporale, quando il componente è stato comunque tassato in un'altra annualità, la sanzione è ridotta di un terzo; in assenza di danno per l'Erario può applicarsi la sanzione fissa prevista dalla norma.

  • Art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e principi sul contraddittorio endoprocedimentale

    Per i tributi non armonizzati non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo, salvo che sia previsto da una specifica disposizione. Per i tributi armonizzati, la violazione può comportare l'invalidità dell'atto se il contribuente dimostra concretamente quali difese avrebbe potuto svolgere.

Massime di principio

  • Un accertamento integrativo non può basarsi soltanto su una nuova lettura o su un approfondimento di dati già disponibili: l'Amministrazione deve dimostrare l'esistenza di elementi effettivamente nuovi e non conoscibili prima con un'attività istruttoria diligente.
  • Le spese di rinnovo, registrazione o mantenimento di un marchio non devono essere automaticamente ammortizzate con lo stesso periodo previsto per il marchio principale. Occorre distinguere il bene immateriale dalle spese accessorie, valutandone natura, durata e autonoma utilità.
  • Quando le spese pluriennali hanno una durata variabile o inferiore rispetto al marchio, può trovare applicazione il termine ordinario quinquennale previsto per tali spese, anziché il periodo più lungo del marchio.
  • La mancata instaurazione del contraddittorio preventivo non determina sempre l'invalidità dell'accertamento: per i tributi non armonizzati occorre una specifica previsione normativa.
  • Gli errori di imputazione temporale che non producono un'effettiva sottrazione d'imposta, perché il componente è stato tassato in un'altra annualità, possono comportare una riduzione delle sanzioni secondo la disciplina del D.Lgs. n. 471/1997.
  • In caso di più controlli sullo stesso periodo d'imposta, le diverse amministrazioni devono coordinarsi; la duplicazione dei controlli non giustifica automaticamente un nuovo accertamento.

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