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Sentenza

Sentenza del 08/02/2019 n. 21 - Comm. Trib. Prov. Alessandria

Riduzione del valore di inventario di oggetti preziosi a seguito di avvenuta loro trasformazione per desueta commerciabilità - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La documentazione prodotta dal contribuente è stata ritenuta sufficiente a dimostrare le operazioni di trasformazione e a vincere le presunzioni legali relative all’inventario. Di conseguenza, sono stati disattesi gli atti dell’Amministrazione finanziaria fondati sulla rideterminazione del reddito e sulla contestazione della riduzione del valore di magazzino.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la legittimità della riduzione del valore di magazzino di oggetti in oro, argento o composti da metalli e pietre preziose, divenuti meno commerciabili nella loro forma originaria e successivamente trasformati. Il contribuente aveva prodotto documentazione relativa alle operazioni di trasformazione, sostenendo che tali elementi fossero idonei a superare le presunzioni previste dall’art. 2, comma 4, del D.P.R. n. 441/1997. È stato inoltre richiamato il chiarimento della circolare del Ministero delle Finanze n. 193/E del 23 luglio 1998, secondo cui, nel commercio di preziosi, la trasformazione dell’oggetto non ne fa venir meno la rilevanza commerciale quando restano identici i metalli e le pietre che lo compongono.

Norme richiamate

  • Art. 2, comma 4, D.P.R. n. 441/1997

    La documentazione comprovante le operazioni di trasformazione degli oggetti preziosi può superare le presunzioni legali relative alla consistenza e al valore delle rimanenze di magazzino, consentendo la riduzione del valore inventariale.

  • Art. 2, comma 3, D.P.R. n. 441/1997

    La procedura prevista per la gestione delle variazioni relative ai beni deve essere interpretata tenendo conto della particolare natura del commercio di oggetti preziosi, nel quale la trasformazione può lasciare invariati i componenti essenziali del bene.

  • Circolare del Ministero delle Finanze n. 193/E del 23 luglio 1998

    Nel commercio di preziosi costituiti da metalli e pietre, oppure soltanto da metallo, la trasformazione dell’oggetto non esclude la continuità dell’attività commerciale se i componenti materiali restano gli stessi, anche se il bene assume una forma diversa.

Massime di principio

  • La riduzione del valore delle rimanenze di oggetti preziosi può essere riconosciuta quando il contribuente dimostra documentalmente la trasformazione dei beni e la conseguente perdita di commerciabilità nella forma originaria.
  • Le presunzioni fiscali sulle rimanenze hanno natura relativa e possono essere superate mediante documentazione contabile, tecnica e commerciale idonea a ricostruire le operazioni effettuate.
  • Nel settore dei preziosi, la trasformazione fisica dell’oggetto non implica necessariamente l’eliminazione o la cessione del bene: se metalli e pietre restano individuabili e destinati al commercio, può sussistere continuità economica dell’inventario.
  • L’Amministrazione finanziaria non può disconoscere la riduzione del valore di magazzino quando il contribuente ha fornito prove coerenti e verificabili delle trasformazioni e della diversa commerciabilità dei beni.
  • La sola modifica della forma del prezioso non è sufficiente, di per sé, a giustificare una contestazione fiscale, se la documentazione dimostra che la sostanza e i componenti del bene sono rimasti invariati.

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