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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09078/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

L'interessato ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva respinto la richiesta di applicare la continuazione tra quattro sentenze definitive concernenti diversi tentativi di furto aggravato commessi tra Milano e Gorgonzola tra il 17/12/2021 e il 21/02/2022. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che i reati erano omogenei, tutti contro il patrimonio, commessi in un ristretto arco temporale e nello stesso territorio, con modalità esecutive analoghe, e che ciò dimostrava l'esistenza di un programma criminoso unitario, mosso dalla necessità di procurarsi sostentamento in una condizione di marginalità sociale. Il Tribunale aveva invece negato la continuazione ritenendo assenti indici di un medesimo disegno criminoso, valorizzando la diversità delle modalità esecutive, l'uso talvolta di complici sempre diversi, gli arresti intervenuti tra i fatti e la prosecuzione dell'attività delittuosa anche dopo l'ultima condanna indicata, come indice di mera tendenza a delinquere.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la distinzione operata dal giudice di merito tra continuazione, intesa come programmazione unitaria e originaria dei reati, e mera inclinazione a reiterare nel tempo condotte analoghe. Ha giudicato logicamente insussistente un unico disegno criminoso, in considerazione della diversità delle modalità esecutive, dell'intervento di complici occasionali e diversi, degli arresti e delle misure cautelari interposte tra i fatti, e della commissione di ulteriori delitti contro il patrimonio, elementi ritenuti compatibili con uno stile di vita delinquenziale e non con un piano criminoso unitario. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La continuazione richiede una programmazione unitaria, almeno generica, delle diverse condotte; non basta una serie di reati omogenei o reiterati nel tempo se gli elementi fattuali indicano una mera propensione a delinquere.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione presuppone la prova di un medesimo disegno criminoso originario, anche solo nelle linee essenziali, e non può essere desunto automaticamente dalla sola omogeneità dei reati o dalla vicinanza temporale tra essi.
  • La diversità delle modalità esecutive, l'alternanza di complici occasionali, gli arresti o le misure cautelari intervenuti tra i fatti e la prosecuzione di nuove condotte delittuose possono legittimamente escludere l'unicità del programma criminoso.
  • Quando la motivazione del giudice di merito è completa, logica e non contraddittoria, la censura di vizio di motivazione è inammissibile se si risolve in una mera diversa lettura degli indici fattuali valorizzati in sentenza.
  • La reiterazione di reati contro il patrimonio, anche in un contesto di marginalità sociale, può essere interpretata come indice di una scelta di vita delinquenziale e non come prova sufficiente di un unico progetto criminoso.

Come è indicizzato

MaterieContinuazioneRicorso per cassazione
RamiParte generaleDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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