Cassazione Penale, Sentenza n. 18796/2023 del 04/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale per i minorenni di Catania che aveva comminato una multa di euro 1.000,00 per il reato di lesioni personali aggravate. Il ricorrente deduce che la sanzione pecuniaria è illegale perché l'art. 582 c.p. (lesioni personali) prevede pena detentiva quando sussiste l'aggravante contestata e il reato è procedibile d'ufficio; pertanto non può essere equiparato per competenza astratta al giudice di pace né essere sanzionato con le pene previste per i reati di competenza del giudice di pace (richiama anche l'irreperibilità dell'applicabilità dell'art. 63 d.lgs. n. 74/2000 al caso). Ha chiesto l'annullamento della sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, disponendo il rinvio del giudizio al Tribunale per i minorenni di Catania in diversa composizione. La Corte ha ritenuto che, essendo il reato aggravato procedibile d'ufficio, è illegittimo applicare la pena pecuniaria prevista per i reati di competenza del giudice di pace, anche se in sede di bilanciamento le circostanze attenuanti fossero ritenute prevalenti. È stata inoltre disposta l'omissione delle generalità degli imputati per la loro minore età.
Norme richiamate
art. 582 cod. pen.
La norma sanziona le lesioni personali e, nella fattispecie con aggravante, prevede pena detentiva; la procedibilità d'ufficio impedisce l'applicazione delle sanzioni pecuniarie riservate ai reati di competenza del giudice di pace.
art. 63 d.lgs. n. 74 del 2000
Richiamato dal ricorrente come norma che dispone l'applicazione delle pene previste per i reati di competenza del giudice di pace qualora siano giudicati da un altro giudice; la Corte ha escluso la sua applicazione al caso perché il reato, per l'aggravante, è procedibile d'ufficio e non rientra nella competenza astratta del giudice di pace.
art. 52, lett. b), d.rgs. n. 274 del 2000
Riferimento giurisprudenziale relativo al trattamento sanzionatorio più lieve spettante ai reati di competenza del giudice di pace; la Corte conferma che tale trattamento non si applica ai delitti di lesioni aggravate non rientranti nella competenza del giudice di pace.
art. 98 cod. pen.
Norma sull'attenuante della minore gravità del fatto; la Corte osserva che anche se l'attenuante fosse stata ritenuta prevalente sulla aggravante nel bilanciamento, ciò non muta la procedibilità d'ufficio e quindi non legittima l'applicazione della pena pecuniaria prevista per i reati di competenza del giudice di pace.
art. 52 d.lgs. 196/03
Norma sulla protezione dei dati personali; la Corte ne dispone l'applicazione imponendo l'omissione delle generalità e altri dati identificativi dei minori in caso di diffusione del provvedimento.
Massime di principio
- Se un reato è procedibile d'ufficio a causa di un'aggravante, non può essere trattato con le pene più lievi riservate ai reati di competenza del giudice di pace, anche se in sede di bilanciamento le attenuanti neutralizzano gli effetti concreti dell'aggravante.
- La competenza astratta al giudice di pace è condizione necessaria per poter applicare il regime sanzionatorio più lieve previsto per quei reati; l'astratta riconducibilità non può essere usata per eludere la procedibilità d'ufficio.
- La Cassazione può annullare una sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio quando la pena inflitta sia illegittima per erronea applicazione delle norme penali, e rinviare il giudizio per nuovo esame in diversa composizione.
- Nei procedimenti riguardanti minori, in caso di diffusione delle sentenze vanno omessi generalità e altri dati identificativi in ossequio alla normativa sulla protezione dei dati e alla tutela della loro immagine.
- La presenza di una aggravante che determina la procedibilità d'ufficio costituisce un elemento sostanziale che non viene eliminato dal giudizio di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti rispetto alla definizione della competenza e del trattamento sanzionatorio.
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