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Sentenza

Sentenza del 16/07/2021 n. 106 - Comm. Trib. I grado di Trento

Sanzioni - Criteri di determinazione - Principio di proporzionalità tra l'entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione - Fattispecie.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

impugnazione di sanzioni comminate per più irregolarità tributarie: illegittima detrazione dell'IVA (art. 6, comma 6, d.lgs. n. 471/1997), dichiarazione con imposta inferiore mediante uso di fatture o documentazione falsa o operazioni inesistenti/nonché artifici o raggiri (art. 5, comma 4, d.lgs. n. 471/1997) e irregolare tenuta della contabilità (art. 9, commi 1 e 3, d.lgs. n. 471/1997). Il contenzioso verteva sulla conformità della misura sanzionatoria complessiva (pari al 228% dell'imposta evasa) al principio di proporzionalità sancito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia.

La decisione

il giudice ha ritenuto che, alla luce dei criteri indicati dalla Corte di Giustizia (natura e gravità dell'infrazione e modalità di determinazione dell'importo), l'importo complessivo volto a sanzionare i tre illeciti non eccede quanto necessario per perseguire gli obiettivi di assicurare la corretta riscossione dell'imposta e prevenire l'evasione. Pertanto la misura pari al 228% dell'imposta evasa è stata considerata proporzionata e le sanzioni sono state confermate.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 471/1997, art. 5

    sanziona la dichiarazione infedele realizzata tramite fatture false/operazioni inesistenti o artifici; la sua applicazione deve essere valutata in rapporto alla gravità e alle modalità perseguite ai fini della proporzionalità complessiva

  • d.lgs. n. 471/1997, art. 6

    disciplina le conseguenze per l'illegittima detrazione dell'IVA; la misura della sanzione relativa può concorrere ad una misura complessiva che il giudice valuta nel suo insieme

  • d.lgs. n. 471/1997, art. 9

    riguarda le irregolarità nella tenuta della contabilità; anche dette irregolarità contribuiscono alla determinazione della misura sanzionatoria totale, valutata alla luce della proporzionalità

  • d.lgs. n. 472/1997, art. 7

    principi sulle modalità di determinazione delle sanzioni e sulle garanzie procedurali; richiamato nel quadro della verifica di conformità al principio di proporzionalità

Massime di principio

  • La proporzionalità delle sanzioni tributarie va valutata considerando la natura e la gravità di ciascuna infrazione e le modalità con cui è stato determinato l'importo sanzionatorio.
  • Spetta al giudice nazionale verificare che l'ammontare complessivo della sanzione non ecceda quanto necessario per raggiungere gli obiettivi di corretta riscossione e prevenzione dell'evasione.
  • Eventuali sanzioni cumulate per più illeciti possono essere legittime se, nella loro complessità, risultano proporzionate rispetto all'entità dell'imposta evasa e alle condotte contestate.
  • La presenza di fatture false, operazioni inesistenti o comportamenti fraudolenti giustifica generalmente una maggiore severità sanzionatoria, purché commisurata alla gravità concreta della condotta.
  • La determinazione dell'importo della sanzione deve essere motivata e calata nella specificità del caso; importi elevati privi di adeguata motivazione rischiano di essere dichiarati sproporzionati.
  • Nei casi di pluralità di violazioni il giudice deve operare una valutazione complessiva e non meramente aritmetica, evitando tanto l'indulgenza quanto l'eccesso punitivo.
  • Per il contribuente è utile documentare elementi attenuanti (collaborazione, rettifica spontanea, contabilità sostanzialmente corretta) per ridurre il rischio che una sanzione cumulativa venga ritenuta proporzionata e quindi confermata.

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