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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31521/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato su due motivi: (1) nullità della sentenza per presunta violazione dell'art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, in quanto le conclusioni del Pubblico Ministero, depositate il 16 giugno 2022, sarebbero state comunicate alla difesa tardivamente (solo il 24 giugno 2022) rispetto all'udienza fissata per il 29 giugno 2022; (2) carenza e illogicità della motivazione della sentenza di merito nella parte in cui il giudice avrebbe ritenuto l'imputato responsabile della coltivazione non soltanto per le 15 piante trovate nella serra del suo fondo, ma anche per i 9,5 kg di marijuana rinvenuti in un bidone nello stesso fondo e per sostanze/materiale per la coltivazione rinvenuti presso l'abitazione del fratello, elementi che la difesa contestava come non riconducibili con certezza al ricorrente.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Sulla questione della comunicazione tardiva delle conclusioni del P.M. la Corte ha ritenuto che non sussista nullità automatica ex art. 23-bis: la trasmissione non immediata non integra di per sé violazione del diritto di difesa, salvo prova di concreto pregiudizio derivante dalla tardività (es. necessità di approfondimenti per complessità dell'accusa). Nel caso concreto la difesa ha ricevuto le conclusioni in tempo utile per depositare proprie controdeduzioni e non ha dimostrato un concreto pregiudizio; inoltre, la censura relativa alla mancata possibilità di richiedere il concordato ex art. 599-bis è irrilevante, perché tale istituto richiede il consenso delle parti e non è precluso dalla tardiva comunicazione al difensore. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto la motivazione di merito coerente e non manifestamente illogica: i giudici di merito hanno valorizzato le 15 piante, i 9,5 kg rinvenuti nel bidone e la sostanza/unità di coltivazione rinvenute presso la residenza familiare a supporto della responsabilità del ricorrente (c.d. doppia conforme). Condanna alle spese processuali e rigetto del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma penale che disciplina i delitti in materia di stupefacenti; qui utilizzata come capo d'imputazione per la coltivazione di sostanze stupefacenti.

  • art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. con modificazioni dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    Stabilisce obblighi di trasmissione delle conclusioni del Pubblico Ministero nel giudizio d'appello celebrato con contraddittorio scritto. La Corte ha interpretato che la tardiva trasmissione non determina automaticamente nullità: occorre provare il concreto pregiudizio alla difesa, dato il carattere tassativo delle nullità.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma che regola la sintesi dei motivi nel ricorso e i limiti della riproduzione integrale degli atti; citata in relazione ai limiti dell'enunciazione dei motivi ai fini della motivazione della Corte.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Istituto del concordato in appello (accordo sulle misure sanzionatorie in sede d'appello) che richiede il consenso delle parti; la Corte osserva che la possibilità di chiedere il concordato non è impedita dalla tardiva comunicazione delle conclusioni del P.M., poiché richiede intesa preventiva con il Pubblico Ministero.

  • art. 602, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Norma procedurale collegata alle modalità di trattazione dell'appello e alle richieste concordate; richiamata nel contesto della disputa sulla possibilità di concordare soluzioni processuali non ancora proposte in tempo utile.

Massime di principio

  • La trasmissione tardiva delle conclusioni del Pubblico Ministero ai difensori, pur essendo un'irregolarità formale rispetto all'art. 23-bis, non determina automaticamente la nullità del provvedimento: è necessario dimostrare un concreto pregiudizio alla difesa (es. impossibilità materiale di formulare una controanalisi su atti complessi).
  • Se la difesa ha comunque ricevuto le conclusioni in tempo utile per depositare proprie controdeduzioni, la probabilità di successo di una censura per tardiva comunicazione è bassa, a meno che non si dimostri la complessità o la laboriosità che richiedeva più tempo per la valutazione.
  • La richiesta di concordato in appello (art. 599-bis) richiede l'accordo tra le parti: la tardiva comunicazione delle conclusioni del P.M. non è di per sé idonea a impedire la possibilità di concordare, perché il concordato dipende dalla volontà condivisa dell'accusa e della difesa.
  • La Corte di Cassazione sindaca in via principale la correttezza formale e la logicità della motivazione; le valutazioni di merito sui fatti accertati (specialmente quando vi sono due decisioni conformi, c.d. «doppia conforme») sono difficilmente rimesse in discussione salvo vizio manifesto di illogicità, contraddittorietà o mancanza totale di elementi probatori.
  • In reati legati alla droga, la combinazione di elementi (piante coltivate, ingenti quantitativi di sostanza rinvenuti nello stesso fondo, materiale per la coltivazione e prossimità abitativa) può giustificare la responsabilità del proprietario/occupante del fondo; per contrastare efficacemente simili conclusioni occorre indicare con precisione le incongruenze probatorie o provarne la titolarità di terzi.

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