Cassazione Penale, Sentenza n. 17464/2024 del 30/04/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato era accusato di essersi introdotto in uno stabile di proprietà del Comune di Imperia, aver danneggiato la porta d'ingresso, manomesso il quadro elettrico e appropriato energia elettrica per alimentare apparecchi. In appello la pena era stata rideterminata in 8 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo, alla luce del d.lgs. 150/2022, che il reato sarebbe procedibile a querela della persona offesa e quindi, in mancanza della condizione di procedibilità, avrebbe dovuto essere prosciolto; ha inoltre censurato la motivazione come contraddittoria, mancante e illogica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, per effetto del d.lgs. 150/2022, il furto commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici rimanga procedibile d'ufficio; i giudici di merito avevano accertato che il fatto si era svolto in stabile comunale e avevano considerato il danneggiamento assorbito nella condotta di furto, valorizzando la testimonianza che indicava effrazione dei locali regolarmente chiusi. Quanto alla motivazione, la Cassazione ha ritenuto che la sentenza di merito avesse offerto argomentazioni logiche e coerenti, perciò non sindacabili in fatto dal giudice di legittimità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 150/2022
Ha modificato il regime di procedibilità per alcuni reati, ma la Corte ha ritenuto che il furto commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici rimanga procedibile d'ufficio, per cui la modifica non ha impedito l'azione penale nel caso di specie.
art. 625 cod. pen. (circostanze aggravanti del furto, comma 1, nn. 2 e 7)
Richiamato con riferimento alle aggravanti contestate: la Corte ha ritenuto che il danneggiamento della porta e la violenza sulle cose siano funzionalmente ricondotti alla condotta di furto e possano integrare le circostanze aggravanti del furto commesso nello stabile pubblico.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la misura da versare alla Cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile quando non si ravvisi assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
Giurisprudenza (Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani)
Principio secondo cui la Corte di Cassazione non può sostituire la valutazione di merito sui fatti e sulle prove: il sindacato è limitato al controllo della coerenza logico-giuridica della motivazione e alla sua sufficienza interna.
Massime di principio
- Dopo il d.lgs. 150/2022, occorre verificare la tipologia concreta del reato: il furto commesso su cose in uffici o stabilimenti pubblici resta procedibile d'ufficio, quindi l'azione penale può proseguire anche in assenza di querela della persona offesa.
- Quando il danneggiamento è funzionalmente strumentale alla consumazione del furto, i giudici possono assorbire il reato di danneggiamento nella fattispecie di furto e valutare le relative aggravanti nell'ambito del furto medesimo.
- In Cassazione non è possibile rimettere in discussione la valutazione in fatto dei giudici di merito: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura delle prove sono inammissibili a meno che non si dimostri carenza manifesta o contraddittorietà insanabile nella motivazione impugnata.
- Per contestare la procedibilità per mancanza della querela è necessario dimostrare che il titolo di procedibilità richiesto dalla norma si applica specificamente alla fattispecie accertata e che il giudice abbia erroneamente qualificato il fatto; argomentazioni generiche non sono sufficienti.
- Le testimonianze che attestano lo stato dei luoghi e le modalità dell'accesso possono avere rilievo decisivo per l'attribuzione della condotta al ricorrente e per la valutazione delle aggravanti quando collegano l'effrazione e l'uso dei locali alla sua presenza stabile.
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