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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3348/2023 del 25/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna (6 mesi di reclusione) per i reati di formazione e uso di patente di guida italiana contraffatta. I motivi di ricorso erano quattro: (1) vizio di motivazione relativo alla determinazione del tempus commissi delicti — difesa allegava documentazione che dimostrerebbe un primo utilizzo molto antecedente (27/09/2011) rispetto alla data considerata dai giudici; (2) censura sulla mancata valutazione della grossolanità del falso, sulla base di più elementi materiali (durata di validità indicata 7 anni invece di 10, modello della patente, numero di serie); (3) mancata declaratoria di prescrizione e conseguente impatto sulla sussistenza della recidiva, con richiesta di retrodatazione della data di commissione che renderebbe estinto il reato per prescrizione; (4) in subordine, esclusione della recidiva e rideterminazione della pena al minimo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'appello non ha adeguatamente valutato la documentazione decisiva prodotta in secondo grado (in particolare la comunicazione di notizia di reato del 19/02/2018 che indica un controllo del 27/09/2011) e altri elementi di fatto (mutamento del modello di patente avvenuto dopo il 2013) che potevano indicare una retrodatazione della formazione del documento falso. Per omissione motivazionale della Corte territoriale la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rimessa per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'Appello. La Cassazione non ha deciso nel merito le altre censure (prescrizione, grossolanità, dosimetria) ma ha disposto il rinvio perché il giudice di merito esamini compiutamente quegli elementi.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 477

    Riferita alla fattispecie di formazione di documento di identificazione falso (patente) — la sentenza impugnata aveva ritenuto sussistente il reato di formazione di patente contraffatta; la Cassazione non discute la qualificazione normativa ma rileva omissioni valutative rispetto al tempo del fatto

  • Codice penale, art. 482

    Riferita all'uso di documento falso (utilizzo della patente contraffatta in un controllo di polizia) — la vicenda è stata giudicata in relazione a questa norma, con questioni processuali connesse alla datazione dell'uso

Massime di principio

  • Il giudice d'appello è tenuto a valutare e motivare espressamente tutti i documenti decisivi prodotti in secondo grado: l'omissione di valutazione di documenti della polizia giudiziaria può determinare annullamento e rinvio.
  • La determinazione corretta del tempus commissi delicti è cruciale: una retrodatazione può incidere sulla prescrizione del reato e sulla sussistenza della recidiva, con conseguenze immediate sulla pena.
  • La valutazione della 'grossolanità' del falso richiede un esame complessivo di più indicatori materiali (modello del documento, dati anomali come durata di validità, numerazione, collocazione di elementi sul documento) e non può fondarsi su un solo elemento.
  • Se la difesa allega elementi che, se accertati, potrebbero estinguere il reato o escludere aggravanti (es. recidiva), il giudice di merito deve esaminarli in modo motivato; in difetto la Cassazione può disporre annullamento con rinvio per nuovo esame.
  • Quando sussiste dubbio sulla data del fatto, va valutato l'impatto processuale (prescrizione, decorso termini, efficacia di precedenti condanne ai fini della recidiva) prima di confermare la condanna e la relativa dosimetria.

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