Cassazione Penale, Sentenza n. 6757/2023 del 17/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto negativo e ha ritenuto competente il Tribunale di Lecce, affermando il principio secondo cui il giudice dell'esecuzione competente, in presenza di più provvedimenti esecutivi emessi da giudici diversi nei confronti della stessa persona, è quello che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Lecce.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla competenza a decidere sull'istanza di Nestola Cosimo (revoca del decreto penale di condanna del G.I.P. di Livorno del 7/11/1992 e concessione dell'indulto per sentenza della Pretura di Livorno del 14/6/1992). Il Tribunale di Lecce aveva dichiarato la propria incompetenza a favore di Livorno ritenendo applicabile il criterio di cui all'art. 665, comma 4 c.p.p.; il Tribunale di Livorno ha quindi sollevato conflitto di competenza sostenendo che l'ultimo provvedimento irrevocabile a carico del medesimo imputato fosse invece quello emesso dal Tribunale di Lecce il 20/11/2002 (definitivo il 20/12/2002), e che perciò la competenza dovesse spettare al Tribunale di Lecce.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen.
La Corte interpreta la norma nel senso che la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione si determina in base alla sentenza divenuta irrevocabile per ultima; il comma 4 trova applicazione quando più sentenze emesse da giudici diversi devono essere eseguite complessivamente, ma la regola generale (anche per il caso concreto) rimane il criterio dell'ultimo provvedimento irrevocabile.
art. 28, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.
Norma richiamata quale fondamento per la sollevazione del conflitto di competenza tra giudici; la Corte ha proceduto alla decisione in materia di conflitto ai sensi di tale disposizione.
art. 32 cod. proc. pen.
Richiamata per il potere della Corte di risolvere il conflitto negativo quando entrambi i giudici si rifiutano di assumere cognizione del procedimento esecutivo, procedendo così a superare la stasi del processo.
Massime di principio
- Quando più provvedimenti esecutivi sono stati emessi da giudici diversi nei confronti della stessa persona, la competenza del giudice dell'esecuzione è unitaria e va individuata in base alla sentenza divenuta irrevocabile per ultima.
- Il criterio dell'art. 665 c.p.p. prevale indipendentemente dall'oggetto specifico della domanda di esecuzione o dall'incidente proposto: anche se l'atto di esecuzione non riguarda il provvedimento più recente, la competenza rimane collegata a quest'ultimo.
- La lett. del comma 4 di art. 665 si applica quando si tratta di eseguire più sentenze pronunciate da giudici diversi; tuttavia, se l'esecuzione concerne di fatto solo alcune sentenze, va comunque verificata la regola del provvedimento irrevocabile per ultimo per stabilire il giudice dell'esecuzione.
- Se entrambi i giudici coinvolti rifiutano la cognizione e si instaura una stasi processuale (conflitto negativo), la questione è rimessa alla Corte (risoluzione del conflitto ai sensi dell'art. 32 c.p.p.).
- Prassi operativa: in caso di dubbi sulla competenza, verificare cronologicamente quale provvedimento sia divenuto irrevocabile per ultimo e sollevare tempestivamente l'eccezione di incompetenza o, se si verifica rifiuto reciproco, il conflitto di competenza alla Corte competente.
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