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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41274/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero generiche e manifestamente infondate, perché dirette a contestare un apprezzamento di fatto non illogico sulla prova dichiarativa e perché non era stata allegata la decisività del preteso travisamento. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catania, deducendo, con entrambi i motivi, vizi di motivazione anche sotto il profilo del travisamento della prova in relazione al giudizio di responsabilità. In concreto, contestava l'apprezzamento del materiale dichiarativo reso dalla persona offesa e dalle sommarie informazioni testimoniali di un teste, sostenendo che vi fosse stato un errore sul dato relativo alle caratteristiche degli occhi del rapinatore. La fattispecie concreta, per come emerge dal testo, riguarda una rapina/azione predatoria attribuita all'imputato, ricostruita dalla persona offesa e corroborata dai movimenti dell'imputato ripresi da telecamere di videosorveglianza. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi generici e manifestamente infondati, osservando che il giudice di merito non aveva travisato il significante del dato dichiarativo, ma aveva compiuto un apprezzamento di fatto non illogico; inoltre il ricorrente non aveva spiegato la decisività dell'asserito travisamento, mentre la responsabilità era stata fondata anche su ulteriori elementi probatori.

Norme richiamate

  • art. 615 c.p.p.

    Il testo non lo richiama espressamente; non è ricavabile con certezza. La decisione ruota comunque sui limiti del sindacato di legittimità in materia di motivazione e travisamento della prova.

  • art. 616 c.p.p.

    Base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione dedotto in cassazione, anche sotto il profilo del travisamento della prova, deve essere specifico, non generico e deve indicare in modo chiaro la decisività dell'elemento asseritamente travisato.
  • Non integra travisamento della prova il mero dissenso della parte rispetto all'apprezzamento di fatto compiuto dal giudice di merito, quando la lettura del dato probatorio sia logicamente sostenibile.
  • La censura sul travisamento probatorio è inammissibile se non dimostra che l'errore denunciato avrebbe inciso in modo decisivo sulla tenuta complessiva della motivazione di responsabilità.
  • La motivazione della sentenza di merito può fondare il giudizio di colpevolezza su un complesso di elementi convergenti; la critica a un singolo dato probatorio non è sufficiente se la responsabilità è sorretta anche da altre acquisizioni, come la ricostruzione della persona offesa e i riscontri videoripresi.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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