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Sentenza

Sentenza n. 234/2026 - Perugia, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Perugia, sezione lavoro, n. 184 dell'11/04/2025, concernente assegnazione carta docenti.

Giustizia amministrativa202600069

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice del lavoro che aveva riconosciuto il bonus carta del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Perugia, sezione lavoro, n. 184 dell'11 aprile 2025, passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a corrisponderle il beneficio economico della carta del docente, pari a euro 500 annui per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, oltre alle spese legali. Dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva e il decorso del termine previsto per l'esecuzione delle pronunce di condanna nei confronti delle amministrazioni pubbliche, la ricorrente ha dedotto la mancata attribuzione del beneficio e ha chiesto l'assegnazione di un termine di sessanta giorni al Ministero, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato di avere accreditato il beneficio economico spettante alla ricorrente. Il TAR ha quindi rilevato il venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio e, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza procedere alla nomina del commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico del Ministero, in ragione della necessità di instaurare il giudizio per ottenere l'esecuzione della sentenza, e liquidate in euro 800 oltre oneri e accessori di legge, a favore della ricorrente e del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    beneficio economico (c.d. bonus “carta del docente”, pari ad euro 500 annui, utilizzabili mediante carta elettronica) per l’aggiornamento e la formazione

    La disposizione costituisce il fondamento normativo del beneficio economico riconosciuto alla docente per gli anni scolastici oggetto della sentenza ottemperanda.

  • art. 112 c.p.a.

    Fondamento dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina processuale applicata al giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adempie integralmente alla pretesa azionata.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito nella l. 30/1997

    Termine applicabile all'esecuzione delle pronunce di condanna nei confronti delle amministrazioni pubbliche, il cui decorso è stato dedotto dalla ricorrente prima della proposizione del giudizio.

  • d.m. 55/2014, come modificato dal d.m. 147/2022

    Parametri utilizzati per la liquidazione delle spese di lite, commisurate ai minimi tariffari ritenuti applicabili a giudizi esecutivi analoghi.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il comando contenuto nel giudicato, viene meno l'interesse alla decisione sull'azione esecutiva e il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto dell'amministrazione non esclude la condanna alle spese se il giudizio di ottemperanza si è reso necessario per ottenere l'esecuzione spontanea del giudicato; le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale e della causalità.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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