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Sentenza

Sentenza n. 150/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l’accertamento dell’obbligo delle amministrazioni resistenti di provvedere sulla domanda di accreditamento istituzionale ex art. 8-quater d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, per n. 5 prestazioni semiresidenziali demenze (SR2), presentata dalla Progetto Terza Età S.r.l., quale gestore della struttura sanitaria Villa Ermelinda, in data 21 marzo 2024.

Giustizia amministrativa202500560

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla domanda di accreditamento istituzionale per cinque prestazioni semiresidenziali per demenze (SR2)

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente, gestore della struttura sanitaria Villa Ermelinda, ha presentato il 21 marzo 2024 una domanda di accreditamento istituzionale ai sensi dell’art. 8-quater del d.lgs. n. 502/1992, relativa a cinque prestazioni semiresidenziali per demenze (SR2). A fronte della mancata tempestiva adozione di un provvedimento espresso, ha proposto ricorso avverso il silenzio dell’amministrazione, notificato il 28 aprile 2025 e depositato il 2 maggio 2025. Nel corso del giudizio è intervenuto il decreto commissariale favorevole del 26 giugno 2025, n. 259.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché nel corso del giudizio è sopravvenuto il provvedimento commissariale favorevole sulla domanda di accreditamento. Ha tuttavia posto le spese di lite, in solido, a carico del Commissario ad acta e della Regione Calabria, applicando il principio della soccombenza virtuale. Il giudice ha valorizzato il lungo intervallo tra l’acquisizione del parere di compatibilità con i LEA da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, del 6 settembre 2024, e il verbale di verifica dell’organismo tecnicamente accreditante, del 12 novembre 2024, e l’adozione del provvedimento espresso. L’Azienda sanitaria non è stata condannata alle spese, mentre Regione e Ufficio commissariale sono stati ritenuti rispettivamente titolari dell’attività istruttoria e del perfezionamento del procedimento. Le spese sono state liquidate in complessivi € 1.000,00, oltre contributo unificato, spese generali del 15%, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 8-quater d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502

    Disciplina la domanda di accreditamento istituzionale della struttura sanitaria; la domanda oggetto del giudizio è stata definita con un provvedimento commissariale favorevole sopravvenuto.

  • art. 117 c.p.a.

    È stato indicato come fondamento processuale del ricorso contro il silenzio dell’amministrazione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio promosso contro il silenzio dell’amministrazione, sopravviene un provvedimento espresso favorevole che definisce la domanda del privato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, la regolazione delle spese può avvenire secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando il comportamento delle amministrazioni e il ritardo maturato prima della definizione del procedimento.
  • La responsabilità per le spese di lite può essere posta solidalmente a carico delle amministrazioni che, nell’ambito del procedimento di accreditamento sanitario, siano rispettivamente titolari dell’attività istruttoria e del perfezionamento del provvedimento finale, quando il ritardo procedimentale abbia reso necessario il ricorso contro il silenzio.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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