Cassazione Civile, Ordinanza n. 22402/2022 del 15/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (correntista)
La controversia
La controversia nasce da un rapporto di conto corrente bancario nel quale la società correntista aveva agito per la ripetizione di somme che assumeva indebitamente addebitate dalla banca a titolo di interessi, commissioni e competenze non dovute. In appello la decisione di primo grado era stata riformata: la Corte territoriale aveva accolto la domanda della correntista applicando, in presenza di domande contrapposte della banca e del cliente e di documentazione incompleta sugli estratti conto, il principio dell'azzeramento dei saldi di conto. La mandataria della banca ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell'art. 2697 c.c.: sostiene che, alla luce della giurisprudenza più recente, spettava al correntista provare il fondamento delle proprie pretese e che non poteva applicarsi automaticamente il c.d. principio del saldo zero, potendo la prova del saldo essere desunta anche da altri elementi.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo. Ha richiamato il principio secondo cui, nei rapporti di conto corrente bancario, quando sia esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici e manchino alcuni estratti conto, la presenza di contrapposte domande di banca e correntista comporta che ciascuna parte sia onerata della prova della propria pretesa. In mancanza di elementi che consentano di ricostruire il saldo nel periodo non documentato, e in assenza di allegazioni univoche delle parti, deve procedersi alla determinazione del dare-avere per il periodo documentato con azzeramento del saldo iniziale del primo estratto disponibile. La Corte ha quindi respinto il ricorso, condannando la ricorrente alle spese e dando atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2697 c.c.
Il ricorrente lo invocava per sostenere che l'onere probatorio gravasse sul correntista; la Corte, richiamando la propria giurisprudenza, ha affermato che in presenza di domande contrapposte e di estratti conto incompleti ciascuna parte deve provare la propria pretesa, con possibile azzeramento del saldo iniziale del primo estratto disponibile quando non sia ricostruibile il periodo mancante.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Viene richiamato per dichiarare la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso, ove dovuto.
Massime di principio
- Nei giudizi di ripetizione o accertamento relativi a rapporti di conto corrente bancario con estratti conto incompleti, se sono contrapposte domande della banca e del correntista, ciascuna parte deve provare i fatti costitutivi della propria pretesa.
- Quando sia esclusa la validità di clausole relative a interessi ultralegali o anatocistici e non sia possibile ricostruire il saldo del periodo mancante, il giudice può limitarsi a determinare il dare-avere sul periodo documentato, azzerando il saldo iniziale del primo estratto conto disponibile.
- La violazione dell'art. 2697 c.c. non sussiste se il giudice applica il criterio dell'azzeramento dei saldi in un contesto in cui la documentazione non consente una diversa ricostruzione e le allegazioni delle parti non colmano il vuoto probatorio.
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