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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12021/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'istanza di restituzione avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio del motoveicolo Yamaha YZX 125, disposto nell'ambito di indagini per ricettazione. Il ricorrente denunciava carenza assoluta di motivazione nel decreto e nell'ordinanza (mancata indicazione del fumus commissi delicti e della necessità probatoria della cosa sequestrata), nonché travisamento del materiale probatorio (il veicolo sequestrato sarebbe difforme da quello denunciato: diverso numero di telaio, diversa omologazione/immatricolazione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato (assorbendo il secondo) e ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale di Monza e il decreto di convalida del sequestro del motoveicolo Yamaha YZX 125. Ha ordinato la restituzione del veicolo all'avente diritto e disposto la comunicazione al Procuratore generale ai sensi dell'art. 626 cod. proc. pen. La Corte ha motivato che il decreto di convalida si è limitato a un timbro con l'indicazione dell'art. 648 c.p. senza descrivere compiutamente i fatti, la condotta contestata e la relazione tra la cosa sequestrata e il reato; ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la motivazione, pur concisa, deve specificare l'ipotesi criminosa, la condotta e l'utilità probatoria della "res", e ha escluso l'idoneità del mero modulo prestampato nel caso di assenza di informazioni concrete nel verbale.

Norme richiamate

  • art. 309 disp. att. codice di procedura penale

    Norma richiamata a monte per l'istanza proposta al riesame; non è centrale per la decisione di merito ma indicata nella fase procedurale iniziale

  • art. 648 cod. pen.

    Norma incriminatrice richiamata nel decreto di convalida (ricettazione). La Corte richiede che il decreto indichi la condotta ricondotta a tale norma e la relazione tra la cosa sequestrata e l'ipotesi di reato

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Disciplina l'onere motivazionale dei provvedimenti di sequestro; la Corte sottolinea che la motivazione non può essere meramente formale e che l'uso di moduli prestampati è ammesso solo se dal verbale risulta con chiarezza l'oggetto, il reato e le finalità probatorie

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che impone la comunicazione al Procuratore generale; la Corte ordina tale comunicazione per le competenze di controllo

Massime di principio

  • Un decreto di sequestro probatorio o di convalida deve contenere, pur se in forma concisa, la descrizione della condotta ipotizzata, la sua riconduzione a una fattispecie incriminatrice e la relazione tra la cosa sequestrata e il reato (fumus commissi delicti e necessità probatoria).
  • L'indicazione della sola norma violata non è sufficiente a reggere il sequestro: è necessario motivare perché l'oggetto è utile o necessario per l'accertamento del fatto illecito.
  • L'uso di moduli prestampati o "a caselle" è ammissibile solo se, dai documenti allegati (verbali di sequestro, atti di polizia giudiziaria), emergono in modo compiuto i fatti e le ragioni probatorie; in assenza di ciò il decreto è invalido.
  • Nelle fasi iniziali delle indagini è possibile un grado di motivazione meno sviluppato solo se il verbale della polizia giudiziaria descrive in modo completo i fatti e la relazione con la cosa sequestrata; altrimenti l'onere motivazionale ricade sul decreto stesso.
  • Divergenze oggettive tra l'oggetto sequestrato e quello descritto nella denuncia (es. numero di telaio, omologazione, immatricolazione) possono integrare travisamento probatorio e giustificare l'annullamento del sequestro se non adeguatamente chiarite nella motivazione.
  • La mancanza di motivazione rilevante nel decreto di convalida comporta l'annullamento senza rinvio e la restituzione della cosa sequestrata all'avente diritto.

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