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Ordinanza

Ordinanza n. 13/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento prot. n. -OMISSIS- Cat. A.12/Imm/RB del Questore di Piacenza del -OMISSIS- di rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, notificato al ricorrente in data -OMISSIS-; - di ogni altro atto relativo al predetto procedimento amministrativo, costituente e facente parte del medesimo provvedimento, ancorché non conosciuto, antecedente, successivo, connesso, collegato, presupposto, consequenziale, comunque lesivo dei diritti dell’odierno ricorrente.

Giustizia amministrativa202500553

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego questorile di rinnovo del permesso di soggiorno, chiedendone la sospensione cautelare. Il giudice ha rilevato, in termini di fumus, che il provvedimento ha omesso integralmente di valutare i legami familiari del richiedente, inclusa la sua qualità di padre di un figlio minorenne e il fatto che sia seguito dai Servizi sociali nel rapporto con il minore, nonché il suo inserimento nel tessuto sociale italiano. Quanto al periculum in mora, è stato ritenuto sussistente un pregiudizio grave e irreparabile, insito nel venir meno del titolo che consente allo straniero di soggiornare in Italia.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare ai fini del riesame, senza definire il merito della domanda di annullamento. Ha ordinato alla Questura di Piacenza di reiterare l’istruttoria e di svolgere una valutazione complessiva dell’attuale situazione del richiedente, anche familiare, adottando e depositando entro 45 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza un nuovo provvedimento, adeguatamente motivato, di conferma o di revoca del diniego impugnato. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio dell’11 marzo 2026; la decisione sulle spese è stata rinviata alla conclusione della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base per la decisione sulla domanda cautelare e per l’adozione della misura cautelare ai fini del riesame.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare la parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo al rinnovo del permesso di soggiorno, il provvedimento di diniego è viziato quando omette integralmente di valutare i legami familiari dello straniero, in particolare la presenza di un figlio minorenne e i rapporti con il minore seguiti dai Servizi sociali, nonché il suo inserimento nel tessuto sociale italiano.
  • In sede cautelare, il pregiudizio grave e irreparabile può essere ravvisato negli effetti del venir meno del titolo che consente allo straniero di soggiornare in Italia.
  • Quando il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno non contiene una valutazione complessiva dell’attuale situazione personale e familiare del richiedente, il giudice può accogliere la domanda cautelare ai fini del riesame, ordinando all’amministrazione la rinnovazione dell’istruttoria e l’adozione di un nuovo provvedimento adeguatamente motivato, di conferma o di revoca dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEffetto conformativo e riedizione del potere

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