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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36064/2024 del 26/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I tre ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Torino che, riformando l'assoluzione del primo grado, li aveva condannati a 23 anni ciascuno per concorso nell'omicidio di Shpetim Frasheri e per porto di arma e manganelli. I motivi di ricorso denunciavano, tra l'altro: nullità processuali per omissione di traduzione dell'atto di appello del pubblico ministero; irregolarità nelle notificazioni e nell'uso delle modalità previste per la latitanza; violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza per una diversa dinamica dei fatti emergente in sede d'appello; vizio di motivazione e insufficienza probatoria, con particolare censura per l'uso della mera presenza sul luogo come prova del concorso in omicidio; e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati, nei limiti indicati nella motivazione. Ha respinto le censure relative all'obbligo di traduzione dell'appello del Pubblico Ministero e quelle strettamente legate alla regolarità delle notifiche al difensore (anche in relazione all'uso dell'art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.), ma ha rilevato vizi gravi nella motivazione di merito della Corte d'Appello: la decisione di condanna appellativa sarebbe basata su ragionamenti che attribuiscono rilevanza decisiva alla mera presenza sul luogo senza adeguata individuazione, per ciascun imputato, dell'apporto causale e della volontà di partecipare all'evento omicidiario; inoltre la motivazione rafforzata richiesta per riformare un'assoluzione appariva carente. Per queste ragioni la Suprema Corte ha accolto i ricorsi nei termini esposti e ha disposto la cassazione della decisione impugnata con gli ulteriori provvedimenti conseguenti (rinvio o determinazioni indicate nella parte dispositiva della sentenza).

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Fondamento dei motivi di cassazione per nullità e vizi di motivazione invocati dai ricorrenti; la Corte ha applicato tale lett. per valutare la rilevanza delle nullità dedotte.

  • art. 143 cod. proc. pen.

    comma 2 (elenco atti da tradurre)

    La Corte ha confermato il carattere tassativo dell'elenco di atti per i quali è prevista la traduzione scritta: l'appello del pubblico ministero non rientra tra gli atti che impongono di per sé la traduzione in lingua dell'imputato.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    La notificazione tramite consegna al difensore di fiducia, effettuata ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis, è valida come notifica 'successiva' nell'ambito del processo anche se, successivamente, viene meno lo stato di latitanza; non è necessaria una nuova prima notificazione.

  • art. 1, comma 1-bis d.l. 30/09/2021 n. 132 conv. L. 178/2021

    I tabulati telefonici acquisiti prima dell'entrata in vigore della norma possono essere utilizzati a carico dell'imputato solo unitamente ad altri elementi di prova; la Corte territoriale ha rispettato tale principio collegando i tabulati ad altri riscontri.

  • art. 110 cod. pen.

    Regola il concorso di persone nel reato: la Corte di Cassazione ha richiamato la necessità di provare, per ciascun concorrente, l'apporto personale e la volontà di cooperare all'evento, non potendosi fondare la condanna solo sulla presenza o su un'asserita concertazione generale.

  • art. 575 cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio, oggetto della contestazione; la Corte ha valutato la correttezza dell'accertamento del fatto omicidiario alla luce delle prove.

  • art. 116 cod. pen.

    Possibilità di qualificare il contributo come concorso 'anormale' o di minima importanza; la Corte ha considerato gli argomenti difensivi che chiedevano tale qualificazione e la necessità di motivare in modo circostanziato tale scelta.

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Richiamata dai ricorrenti come motivo di nullità per la diversa qualificazione del fatto in sede d'appello; la Cassazione ha esaminato la questione alla luce dei criteri di correlazione tra imputazione e sentenza e del diritto di difesa.

Massime di principio

  • L'omissione della traduzione dell'appello del Pubblico Ministero non determina automaticamente la nullità del procedimento: l'elenco degli atti da tradurre è tassativo e l'appello del PM non è tra quelli.
  • La notificazione tramite consegna al difensore di fiducia (art. 157, comma 8-bis) è valida come notificazione 'successiva' nel corso del processo anche se, successivamente, viene meno la condizione che aveva motivato quella modalità (es. latitanza).
  • I dati di traffico telefonico raccolti prima della riforma normativa possono essere utilizzati solo se inseriti in un quadro probatorio più ampio: non sono decisivi da soli.
  • Per affermare il concorso in omicidio è necessario provare, per ciascun imputato, l'apporto personale e la consapevolezza del progetto criminoso; la mera presenza sul luogo non è sufficiente a fondare una condanna per omicidio.
  • Quando la sentenza di merito riforma un'assoluzione, è richiesto un livello di motivazione 'rafforzata' e una specifica individuazione del contributo di ciascun concorrente; carenze logiche o argomentative in tale motivazione giustificano la cassazione.
  • Le contestazioni circa la correlazione tra imputazione e fatto emergeranno solo se la diversa qualificazione comporta una trasformazione degli elementi costitutivi dell'addebito; cambiamenti di profili marginali possono essere ammessi se l'imputato ha potuto conoscere e difendersi dall'accusa modificata.

Testo integrale

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