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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43430/2024 del 28/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. per presunto errore di percezione e travisamento della prova. Il ricorrente contestava che la Corte di Cassazione avesse erroneamente riferito che fosse stato Assante a contattare l'imprenditore Fusco quando dalla trascrizione emergeva che era Fusco a chiamare; denunciava inoltre una errata interpretazione di una conversazione con Fusco, ritenuta dai giudici indicativa della consapevolezza da parte di Assante della condizione di soggezione della vittima; infine contestava che una telefonata tra la vittima Naclerio e Melchiorre Acampora fosse stata erroneamente attribuita ad Assante. Il ricorrente sosteneva che tali errori percettivi/travisamenti della prova avrebbero inciso sulla sua condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la maggior parte delle censure attengano a valutazioni di merito e a vizi motivazionali (errore di giudizio) esclusi dalla disciplina del ricorso straordinario ex art. 625-bis. Quanto all'unico possibile errore percettivo riconosciuto (chi prese l'iniziativa della specifica telefonata), la Corte ha ritenuto che tale circostanza non fosse decisiva per escludere il carattere intimidatorio della conversazione nel contesto complessivo delle condotte, e che la sentenza di merito si fosse fondata su elementi ulteriori. Per questi motivi il ricorso è inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento delle somme in favore della Cassa delle ammende in applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto o di percezione; il rimedio è ammissibile solo per errori percettivi ben identificabili e non per vizi valutativi o di motivazione (errore di giudizio).

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che punisce il delitto di estorsione, reato contestato al ricorrente. Nella sentenza è richiamata quale titolo di accusa principale.

  • art. 416-bis, comma 1, cod. pen.

    Prevede l'aggravante del metodo mafioso; la condanna è stata confermata anche sull'assunto che le condotte si avvalevano della capacità intimidatoria riconducibile al clan.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente l'irrogazione di somme in favore della Cassa delle ammende; applicato per la condanna al pagamento a carico del ricorrente.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015 (Moroni, Rv. 263686)

    Richiamata per il principio consolidato secondo cui, quando la causa dell'errore non si identifica esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione contiene valutazioni, si è in presenza di errore di giudizio non rientrante nel rimedio dell'art. 625-bis.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis è ammesso solo per errori di fatto/percezione chiaramente individuabili; le deduzioni che riguardano la valutazione della prova o la motivazione (errore di giudizio) sono inammissibili.
  • Perché un presunto errore percettivo renda ammissibile il ricorso occorre dimostrare che l'errore sia decisivo per il risultato della decisione; errori non determinanti rispetto al quadro probatorio complessivo non bastano.
  • Se la condanna si fonda su più elementi di prova indipendenti, la rettifica di una singola interpretazione (es. identificazione del soggetto in una telefonata) difficilmente modifica l'esito e non costituisce motivo idoneo per il ricorso straordinario.
  • Le contestazioni sulla corretta interpretazione delle intercettazioni o sulla attribuzione degli interlocutori devono essere formulate con precisione e dimostrate sui fatti, evidenziando il nesso di causalità tra l'errore e l'alterazione della decisione.
  • Il tentativo di impugnare per errore di fatto senza aver isolato un errore percettivo palese e decisivo espone al rigetto e alle conseguenze economiche (spese e somme a favore della Cassa delle ammende).

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