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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33396/2024 del 03/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato su tre motivi: 1) carenza di motivazione apparente (art. 325 c.p.p.) in ordine alla prova della effettiva disponibilità dei mezzi necessari per gli acquisti contestati e omissione di valutazione delle prove documentali (bonifici, risarcimenti, movimenti bancari, redditi familiari) che avrebbero potuto giustificare i beni; 2) violazione dell'art. 240-bis c.p. con riferimento al criterio della "ragionevolezza temporale": i reati"spia" contestati (aggravati ex art. 416-bis c.p.) sono del 2023 mentre l'immobile era stato acquistato tra il 2013-2015, per cui sarebbe mancata una adeguata analisi temporale che colleghi l'accumulazione patrimoniale ai proventi illeciti; 3) motivazione insufficiente in punto di periculum in mora, essendosi il Tribunale limitato ad affermare la propensione dell'indagato a intestazioni fittizie senza specificare il concreto rischio di dispersione, alienazione o deterioramento dei beni durante il giudizio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati. Ha confermato che il Tribunale aveva fornito adeguata motivazione sulla sproporzione patrimoniale ma ha ritenuto insufficiente la motivazione in ordine alla "ragionevolezza temporale" tra l'acquisto degli immobili (2013-2015) e la commissione dei reati (2023): il Tribunale si era limitato ad attualizzare la questione sul pagamento delle rate del mutuo senza verificare adeguatamente l'epoca delle operazioni, la persistenza della capacità reddituale e le evidenze che colleghino il pagamento delle rate a proventi illeciti. Per tali carenze la Cassazione ha annullato il provvedimento impugnato e ha disposto il rinvio per un nuovo esame conforme ai principi indicati (il provvedimento è stato dunque cassato e rimesso al giudice di merito per integrazione e nuovo giudizio).

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Disciplina la confisca 'allargata' basata sulla presunzione relativa di illecita accumulazione. La Corte richiama che l'applicabilità richiede la sproporzione tra valore dei beni e redditi dichiarati/attività economica e l'assenza di giustificazione della lecita provenienza; grava sull'accusa l'onere di provare la sproporzione e sul titolare formale l'onere di allegare e provare la legittimità della provenienza dei mezzi impiegati.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in tema di motivazione: il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammissibile quando la motivazione è assente o meramente apparente; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito motivazione apparente quanto al requisito della ragionevolezza temporale.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che aggravava le imputazioni (associazione mafiosa) e che è rilevante ai fini della qualificazione dei reati 'spia' per la confisca allargata: la Corte ricorda che la pertinenzialità tra reato 'spia' e beni non elimina la necessità di verificare sproporzione e ragionevolezza temporale.

Massime di principio

  • La confisca 'allargata' ex art. 240-bis c.p. richiede prova della sproporzione tra patrimonio e redditi: l'accusa deve dimostrare la sproporzione e l'indagato/formale intestatario può superare la presunzione fornendo prove puntuali della lecita provenienza.
  • Il criterio della 'ragionevolezza temporale' è essenziale: non conta solo la data formale di acquisto ma il momento del pagamento o degli incrementi di valore; beni acquistati molto antecedentemente al reato richiedono un collegamento probatorio tra successivi pagamenti o mantenimento e proventi illeciti.
  • La motivazione sul periculum in mora deve essere specifica e non generica: il giudice deve indicare le ragioni concrete per cui si ritiene che il bene rischi dispersione, alienazione, deterioramento o renderebbe impraticabile la confisca successiva.
  • Nel riesame di misure cautelari reali il giudice deve valutare non solo gli elementi prodotti dall'accusa ma anche le confutazioni difensive e la documentazione bancaria e negoziale presentata dall'indagato; una mera ripetizione degli elementi accusatori senza verifica delle controdeduzioni può rendere la motivazione insufficiente.
  • Per difendersi efficacemente in casi simili è importante produrre documentazione probatoria esaustiva e cronologicamente chiara (bonifici, provvedimenti di liquidazione di indennità/riscatti, estratti conto, documenti che dimostrino entrate familiari continuative) che colleghi gli esborsi a fonti lecite e indichi la capacità reddituale anche nel periodo successivo all'acquisto.

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