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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16463/2026 del 07/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava violazione di legge e vizio di motivazione per: 1) insufficiente e contraddittoria prova video, sostenendo che i fotogrammi e il fascicolo fotografico escluderebbero che il sasso lanciato dalla moglie abbia colpito il ricorrente e che abbia causato la lesione; 2) omessa o insufficiente valutazione di prove favorevoli alla difesa (consulenza tecnica dell'Ing. Saja e dichiarazioni della Dott.ssa Puglia) senza spiegare l'inattendibilità o irrilevanza di tali elementi; 3) carenza della prova dell'elemento soggettivo della calunnia (consapevolezza dell'innocenza dell'incolpato), anche in considerazione della qualificazione dell'accusa come "automatica e impulsiva"; 4) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen., considerando la singola denuncia, l'esiguità del danno all'amministrazione della giustizia e l'archiviazione intervenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile confermando la decisione della Corte d'Appello di Messina che aveva ritenuto Celi responsabile del reato di calunnia e lo aveva condannato a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha ritenuto congrua e lineare la motivazione del giudice di merito, ritenendo i fotogrammi e la registrazione smartphone, nonché i riscontri dei Carabinieri, elementi inequivoci idonei a dimostrare che il sasso fosse stato lanciato dalla moglie e che Celi ne fosse stato colpito involontariamente, e che pertanto fosse consapevole dell'innocenza di Cambria. Ha inoltre ritenuto infondata la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis per la spregiudicatezza dell'imputato e l'assenza di elementi di particolare tenuità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro tremila.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ritenendo che la condotta dell'imputato dimostri spregiudicatezza e che non sussistano elementi idonei a qualificare l'episodio come di particolare tenuità

  • reato di calunnia (codice penale)

    La calunnia è stata ravvisata nella denuncia falsa con la consapevolezza dell'innocenza della persona accusata; la Corte ha ritenuto provato l'elemento soggettivo sulla base degli elementi probatori raccolti

  • principio di limitazione del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto

    La Corte di Cassazione ha confermato che non è suo compito riformulare una ricostruzione alternativa dei fatti: il sindacato è limitato alla verifica della logicità e congruità della motivazione di merito

Massime di principio

  • La valutazione probatoria dei video e dei fotogrammi, se corredata da riscontri esterni (es. dichiarazioni della parte offesa, rilievi di polizia), può costituisce prova solida e motivare una condanna: contestare il video richiede argomentazioni specifiche e non semplici ricostruzioni alternative
  • La Corte di legittimità non sostituisce il proprio convincimento a quello del giudice di merito se la motivazione è logica e congrua; per ottenere la cassazione per vizio di motivazione è necessario dimostrare l'assenza di un apparato argomentativo o contraddizioni manifeste nella motivazione
  • Per ottenere il riconoscimento dell'esimente di particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen. è necessario dimostrare la totale esiguità del fatto, l'assenza di spregiudicatezza e il limitato danno all'amministrazione della giustizia; la mera brevità o singularità dell'atto non è sufficiente
  • Se la difesa propone consulenze tecniche o testimonianze a discarico, il giudice di merito deve indicare le ragioni per le quali le ritiene inattendibili o irrilevanti; tuttavia la mancata accoglienza deve risultare da motivazione specifica per essere sindacabile in cassazione
  • Dichiarare l'inammissibilità di un ricorso può derivare anche da aspecificità dei motivi: le censure devono essere formulate con chiarezza e collegamento logico alle risultanze processuali

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