Cassazione Penale, Sentenza n. 20666/2022 del 27/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per tentata estorsione e usura ritenendo che la Corte d'appello avesse dato peso decisivo a dichiarazioni della persona offesa ritrattate e formalmente inattendibili, contestava un presunto travisamento della prova riguardo al momento e alla natura della 'promessa' dei 500 euro (se regalo o condizione usuraria) e sosteneva che la condotta non integrasse la minaccia necessaria per l'estorsione. Infine censurava la negativa alle attenuanti generiche, rilevando l'irrilevanza di precedenti ventennali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse motivato adeguatamente la valutazione probatoria: elementi comportamentali e circostanze corroboravano la versione originaria della persona offesa e giustificavano il rigetto della ritrattazione; la fattispecie di usura era integrata dall'oggettiva onerosità delle condizioni (restituzione di 3.500 per un prestito di 3.000), indipendentemente dall'eventuale qualificazione come 'regalo'; la condotta (avvicinare le mani al volto) e la reazione della vittima (chiamare i carabinieri, stato di agitazione) potevano legittimamente qualificarsi come minaccia idonea a costringere alla restituzione; la mancata concessione delle attenuanti generiche è stata considerata adeguatamente motivata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
Norma invocata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e per irrogare la somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso, con valutazione di profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
delitto di usura (natura normativa richiamata: art. 644 c.p.)
La Corte applica il principio secondo cui ai fini dell'usura rileva l'oggettiva usurarietà delle condizioni economiche pattuite, indipendentemente dal fatto che l'interesse o vantaggio sia stato sollecitato dall'agente o offerto dalla persona offesa.
delitto di estorsione / tentata estorsione (natura normativa richiamata: art. 629 c.p. e art. 56 c.p.)
Per l'integrazione della tentata estorsione è necessaria una condotta minacciosa idonea a costringere la vittima: la valutazione dell'idoneità è rimessa al giudice di merito sulla base del contesto e della reazione della vittima.
Massime di principio
- La valutazione della credibilità dei testimoni e l'apprezzamento della ritrattazione sono prerogativa del giudice di merito; la Cassazione non può rimettere in discussione i fatti quando la motivazione è congrua e logica.
- La ritrattazione dibattimentale non invalida automaticamente le dichiarazioni pregresse: se il giudice trova elementi concreti che rendono attendibile la versione originaria (comportamenti, circostanze, riscontri), può mantenere rilevanza probatoria ai fini della condanna.
- Per l'usura conta l'oggettiva onerosità delle condizioni economiche pattuite; la qualificazione soggettiva della promessa (es. 'regalo') non esclude l'usurarietà se il complesso economico è usurario.
- La sussistenza della minaccia per l'estorsione va valutata nel contesto concreto (comportamento dell'imputato e reazione della vittima); anche condotte non verbali possono integrare la minaccia se risultano idonee a coartare la volontà della vittima.
- La concessione delle attenuanti generiche richiede una motivazione positiva: la loro esclusione è legittima se il giudice espone elementi che ne impediscono il riconoscimento; non si presume la loro automatica applicazione.
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