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Sentenza

Sentenza n. 1748/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202501182

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota della Prefettura di Agrigento che comunicava l’iter da seguire per ottenere una nuova patente e la necessità di attivarsi per conseguire un provvedimento riabilitativo

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, cui nel 2014 era stata revocata la patente di guida in conseguenza della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, aveva chiesto alla Prefettura il rilascio del nulla osta per conseguire un nuovo documento di guida. La Prefettura, con la nota impugnata, gli aveva comunicato la procedura da seguire e, richiamando l’art. 120 del Codice della strada, aveva indicato la necessità di ottenere previamente un provvedimento riabilitativo. Il ricorrente ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 120, comma 3, del d.lgs. 285/1992 e dei principi sanciti dalla Corte costituzionale, sostenendo che la disposizione impedirebbe il conseguimento di una nuova patente soltanto per almeno tre anni dalla revoca e che, essendo trascorsi oltre undici anni, non sarebbe necessaria la riabilitazione. Ha inoltre dedotto eccesso di potere per carenza dei presupposti, difetto di istruttoria e motivazione, travisamento dei fatti, illogicità, arbitrarietà e ingiustizia manifesta. Il Ministero ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, sostenendo che la nota non fosse lesiva, e ne ha comunque contestato la fondatezza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. La nota impugnata è stata qualificata come comunicazione interlocutoria, descrittiva e informativa dell’iter amministrativo, non come diniego del nulla osta né come provvedimento conclusivo o lesivo. La Prefettura aveva spiegato che l’interessato avrebbe dovuto presentare la richiesta alla Motorizzazione civile; solo dopo il superamento della prova pratica i dati sarebbero stati trasmessi agli uffici competenti e la Prefettura avrebbe inserito nel sistema il proprio parere, vincolante per la Motorizzazione ai fini dell’eventuale rilascio della patente. Il diniego sarebbe stato eventualmente adottato dal Ministero dei Trasporti/Motorizzazione e avrebbe potuto essere impugnato autonomamente. Poiché il ricorrente non aveva ancora avviato ritualmente il procedimento e non risultavano né un parere negativo della Prefettura né un decreto di diniego della Motorizzazione, mancavano concretezza e attualità della lesione e, quindi, l’interesse a ricorrere. Il giudice ha aggiunto che la Prefettura avrebbe potuto eventualmente mutare il proprio orientamento nel procedimento ordinario. È stata ritenuta inammissibile l’impugnazione anticipata di un atipico parere, non ancora richiesto né formalmente reso nel procedimento competente. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 120 d.lgs. 285/1992

    La Prefettura ha richiamato l’art. 120, commi 1 e 3, del Codice della strada.

    La questione sostanziale relativa alla necessità della riabilitazione non è stata decisa nel merito, poiché la nota impugnata è stata ritenuta interlocutoria e non lesiva.

  • art. 179 c.p.

    La Prefettura ha indicato il provvedimento riabilitativo disciplinato dall’art. 179 c.p.

    La riabilitazione è stata indicata dall’amministrazione come adempimento da conseguire nei casi rilevanti, ma il TAR non ha stabilito se essa fosse effettivamente necessaria nel caso concreto.

  • art. 70 d.lgs. 159/2011

    La Prefettura ha richiamato l’art. 70 del codice antimafia per coloro che siano stati sottoposti a misura di prevenzione.

    La disposizione è stata richiamata nel quadro dell’iter amministrativo comunicato, senza una decisione di merito sulla sua concreta applicazione.

  • decreto interministeriale 24 ottobre 2011

    Decreto interministeriale 24 ottobre 2011, recante modalità per l’adeguamento del collegamento telematico tra i sistemi informativi delle Amministrazioni dell’interno e dei trasporti.

    Il decreto è stato utilizzato dal TAR per qualificare la procedura descritta dalla Prefettura e la natura meramente informativa della nota.

  • art. 34 c.p.a.

    Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse, in ragione dell’assenza di un atto concreto e attuale lesivo della posizione del ricorrente.

Massime di principio

  • Una comunicazione amministrativa che si limiti a descrivere l’iter procedimentale da seguire, senza negare il bene richiesto né adottare una determinazione conclusiva, non presenta di regola carattere immediatamente lesivo e non è autonomamente impugnabile per difetto di interesse attuale.
  • Nel procedimento per il conseguimento di una nuova patente successivo alla revoca, la lesione concreta della posizione dell’interessato si configura quando l’amministrazione competente adotta formalmente un parere negativo o un decreto di diniego, non già con una comunicazione preliminare sulle modalità procedurali.
  • Non è ammissibile impugnare anticipatamente un parere amministrativo prima che esso sia richiesto e formalmente reso nell’ambito del procedimento ordinario, poiché ciò altera la sequenza procedimentale e anticipa indebitamente la tutela giurisdizionale.
  • Quando l’amministrazione non ha ancora avviato il procedimento destinato a concludersi con l’adozione dell’atto lesivo, l’interesse a ricorrere non è concreto e attuale; l’eventuale illegittimità dell’orientamento anticipato potrà essere dedotta contro il successivo provvedimento effettivamente lesivo.

Come è indicizzato

MateriePatenti e abilitazioni alla guidaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiTrasporti e circolazioneProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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