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Sentenza

Sentenza n. 8305/2026 - Roma, Sezione 3

per la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Rieti sull’istanza avanzata dal ricorrente l’11 luglio 2024 e acquisita al prot. del Comune con il -OMISSIS- rinnovata, con integrazioni, con l’istanza del 13 agosto 2024, -OMISSIS-, per la realizzazione di un impianto agrivoltaico per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (solare) con potenza nominale pari a -OMISSIS- kw in Rieti, località Ponte Carpegna, a servizio dell’azienda agricola del ricorrente medesimo, nonché per l’accertamento della formazione del silenzio assenso o dell’obbligo di provvedere sulla predetta istanza del 13 agosto 2024.

Giustizia amministrativa202602115

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Rieti sull’istanza di procedura abilitativa semplificata per la realizzazione di un impianto agrivoltaico

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore agricolo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, imprenditore agricolo, aveva presentato al Comune di Rieti un’istanza di procedura abilitativa semplificata per la realizzazione di un impianto agrivoltaico a servizio della propria azienda. Il Comune aveva inizialmente segnalato la presenza di vincoli e la necessità di integrare la documentazione, nonché di acquisire il nulla osta di compatibilità idraulica e ulteriori atti di assenso. L’istanza era stata rinnovata e integrata con la documentazione richiesta, compresi il nulla osta idraulico regionale e, successivamente, il nulla osta ENAC. Quanto all’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, questa aveva chiarito di non poter esprimere il proprio parere in assenza dei presupposti per il coinvolgimento previsti dalle N.T.A. del P.A.I., rimettendo al Comune la valutazione circa l’eventuale necessità del suo coinvolgimento. Persistendo l’inerzia comunale, il ricorrente ha proposto azione ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del silenzio, dell’obbligo del Comune di provvedere espressamente e, altresì, della formazione di un titolo tacito per silenzio-assenso.

La decisione

Il TAR ha escluso che sulla domanda di procedura abilitativa semplificata si fosse formato un titolo abilitativo per silenzio-assenso. Richiamando l’orientamento consolidato del Consiglio di Stato, ha qualificato la PAS come riconducibile al genus della SCIA: il decorso del termine non produce un provvedimento tacito di accoglimento, ma rende lecita l’attività privata secondo il diverso meccanismo della segnalazione, purché sussistano i relativi presupposti. Il ricorso è stato tuttavia accolto quanto all’azione avverso il silenzio, poiché il Comune aveva uno specifico obbligo giuridico di concludere il procedimento con un provvedimento espresso. Il Comune è stato quindi ordinato di pronunciarsi sull’istanza del 13 agosto 2024 entro sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione. Il TAR ha previsto, in caso di ulteriore inerzia, l’insediamento del Prefetto di Roma quale commissario ad acta, con facoltà di delega a un dirigente della Prefettura, entro un ulteriore termine di sessanta giorni. Nulla sulle spese, in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. 190/2024

    La procedura abilitativa semplificata per gli impianti da fonti rinnovabili è ricondotta al genus della SCIA; il decorso del termine non determina la formazione di un provvedimento tacito di accoglimento, ma produce gli effetti propri della segnalazione certificata.

  • art. 8, comma 8, d.lgs. 190/2024

    Consente, nell’ambito della procedura abilitativa semplificata, l’eventuale convocazione di una conferenza di servizi per acquisire gli atti di assenso ancora necessari.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Consentono di chiedere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 46 N.T.A. del P.A.I. del bacino del fiume Tevere

    Disciplina i casi nei quali è prevista l’espressione dell’Autorità di bacino, in particolare per opere pubbliche o di interesse pubblico nell’ambito di una conferenza di servizi.

Massime di principio

  • La procedura abilitativa semplificata per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili è riconducibile alla SCIA e non al silenzio-assenso: il decorso del termine non forma un provvedimento tacito di accoglimento, ma produce, in presenza dei presupposti di legge, gli effetti di liberalizzazione propri della segnalazione.
  • Anche quando la procedura abilitativa semplificata non conduce alla formazione di un titolo tacito, l’amministrazione competente è tenuta a concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso quando l’istanza richieda la verifica di ulteriori atti di assenso o l’eventuale convocazione di una conferenza di servizi.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il giudice può ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine determinato, senza sostituirsi ad essa nelle valutazioni amministrative e tecniche ancora da compiere.
  • In caso di persistente inerzia successiva all’ordine giudiziale di provvedere, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il compito di insediarsi e adottare gli atti necessari su istanza della parte interessata.

Come è indicizzato

MaterieImpianti da fonti rinnovabiliSCIA e liberalizzazioniTermini e notificazione del ricorsoGiudizio di ottemperanza
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad actaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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