Cassazione Penale, Sentenza n. 29876/2022 del 27/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale sulla richiesta, presentata il 10/01/2020 dal Procuratore della Repubblica ex art. 660 c.p.p., di conversione della pena pecuniaria inflitta a Odigie Austine. Il Magistrato di sorveglianza di Reggio nell'Emilia aveva inizialmente dichiarato incompetenza dopo che la Questura segnalò che il condannato era trattenuto presso il Centro di permanenza di Potenza dall'1/3/2021; il Magistrato di Potenza ha sollevato conflitto sostenendo che al momento della richiesta (10/01/2020) il condannato risultava domiciliato a Reggio nell'Emilia, sicché la competenza territoriale spettava a quel Magistrato ai sensi dell'art. 677 c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato competente il Magistrato di sorveglianza di Reggio nell'Emilia e ha disposto la trasmissione degli atti a detto ufficio. Motivazione: al momento della richiesta (10/01/2020) il condannato era domiciliato a Reggio nell'Emilia e, in applicazione del principio della perpetuatio jurisdictionis (confermata dalla giurisprudenza di legittimità), la competenza radicatasi all'atto della richiesta resta insensibile ai successivi mutamenti della situazione personale o alla successiva detenzione/trasferimento.
Norme richiamate
art. 660 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la richiesta di conversione della pena pecuniaria e la relativa procedura di intervento del pubblico ministero; è la disposizione formale sulla quale è stata formulata la richiesta oggetto del conflitto.
art. 677 cod. proc. pen.
quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al Tribunale o al Magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui il predetto ha la sua residenza o il suo domicilio, all'atto della richiesta, della proposta o dell'inizio d'ufficio del procedimento
Stabilisce il criterio territoriale della competenza quando la persona non è detenuta: va considerata la residenza o il domicilio all'atto della richiesta; qui è stato applicato per determinare il foro competente al 10/01/2020.
Principio della perpetuatio jurisdictionis e giurisprudenza della Cassazione
in forza del principio della perpetuatio jurisdictionis, la competenza per territorio 'del magistrato o del tribunale di sorveglianza, una volta radicatasi con riferimento alla situazione esistente all'atto della richiesta di una misura alternativa alla detenzione, rimane insensibile agli eventuali mutamenti che tale situazione può subire in virtù di successivi provvedimenti, e ciò anche nelle ipotesi in cui subentri, dopo la presentazione della richiesta iniziale, la rimessione in libertà del soggetto' (Cass. Sez. 1, n. 57954 del 19/09/2018 e altre)
La giurisprudenza afferma che la competenza territoriale, una volta determinata sulla base della situazione all'atto dell'inizio del procedimento, permane anche se successivamente cambia la condizione personale del soggetto (trasferimento, detenzione, rimessione in libertà). Tale principio è stato applicato per respingere la pretesa di competenza del Magistrato di Potenza.
Massime di principio
- La competenza territoriale per richieste di misure alternative o conversione di pena va valutata sulla situazione (residenza/domicilio/detenzione) esistente all'atto della richiesta: questo momento temporale è decisivo.
- Il principio della perpetuatio jurisdictionis mantiene la competenza acquisita al momento dell'inizio del procedimento anche se successivamente il soggetto viene trasferito o cambia stato personale.
- Se al momento della richiesta il soggetto non è detenuto, applicare l'art. 677 c.p.p. e provare con documentazione (iscrizioni anagrafiche, note di Questura/forze dell'ordine) il domicilio o la residenza alla data rilevante.
- I trasferimenti successivi del soggetto verso centri di detenzione o di permanenza non spostano automaticamente la competenza se la situazione originaria conferiva titolo ad altro ufficio; è utile acquisire e conservare le comunicazioni ufficiali delle forze dell'ordine che attestino le date di trasferimento.
- In contenziosi simili, chi intende contestare la competenza deve provare la situazione anteriore o contemporanea all'atto iniziale; viceversa, chi assume competenza per il luogo di detenzione deve dimostrare che la detenzione anteriore o la presenza sul territorio sussisteva già all'atto della richiesta o che una norma dispone diversamente.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29859/2022 del 27/07/2022
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29860/2022 del 27/07/2022
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29861/2022 del 27/07/2022
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29862/2022 del 27/07/2022
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29864/2022 del 27/07/2022
- Sentenza penale · 27 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 29868/2022 del 27/07/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →