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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04680/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la sua manifesta genericità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto impugnazione contro la sentenza della Corte d'appello lamentando, in modo generico, la tardiva trasmissione delle conclusioni del procuratore generale. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la doglianza non indicava una specifica sanzione processuale, non risultava dedotta in sede di conclusioni in appello e non spiegava quali concrete ricadute avesse avuto sull'esercizio del diritto di difesa. La Corte ha quindi ritenuto il motivo privo di specificità e tale da non consentire un effettivo scrutinio di merito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità la censura processuale deve essere specifica, concreta e autosufficiente: non è sufficiente dedurre in modo apodittico un vizio senza indicare la sanzione processuale invocata e senza spiegare il pregiudizio difensivo concretamente subito.
  • La deduzione di una irregolarità procedurale non può essere prospettata per la prima volta in cassazione se non risulta previamente coltivata nei precedenti gradi di giudizio, specie quando il ricorrente non alleghi ragioni ostative alla sua tempestiva deduzione.
  • La mera tardività nella trasmissione di un atto del pubblico ministero non determina di per sé l'invalidità del procedimento, in assenza di una specifica previsione sanzionatoria e di una concreta lesione del diritto di difesa.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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