Cassazione Penale, Sentenza n. 47009/2024 del 19/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Grassi ha chiesto la conversione della pena dell'ergastolo (con isolamento diurno per un anno) inflittagli con sentenza definitiva del 16/11/2000 nella pena temporanea di 30 anni, invocando l'applicazione dell'art. 442, comma 2 c.p.p. come modificato dall'art. 30 della legge n. 479/1999 (c.d. legge Carotti). Ha sostenuto di aver tempestivamente richiesto il giudizio abbreviato in diverse fasi del processo (udienza preliminare, giudizio di appello e udienza di cassazione del 25/02/2000) e ha dedotto violazioni costituzionali e convenzionali (artt. 3, 25, 27 Cost., art. 7 CEDU) per la mancata applicazione della disciplina piu favorevole.
La decisione
Il Tribunale di Brindisi ha rigettato l'istanza perché Grassi non era stato ammesso al rito abbreviato nel periodo rilevante e i suoi tentativi di chiedere il rito nelle fasi già concluse (udienza preliminare, appello) o in Cassazione erano inidonei ai fini della disciplina transitoria. La Corte ha ritenuto che la legge n. 479/1999 non autorizzava automaticamente l'accesso per i procedimenti già conclusi e che il d.l. n. 82/2000 ha circoscritto il recupero del rito alle situazioni in cui l'istruttoria non si fosse ancora conclusa. Inoltre la Corte ha ricordato l'orientamento secondo cui la Corte di Cassazione non può per la prima volta riconoscere l'accesso al rito abbreviato in sede di legittimità. Alla luce di giurisprudenza interna e sovranazionale (Scoppola, Ercolano, giurisprudenza di legittimità), il ricorso è stato dichiarato infondato e rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.
Norme richiamate
art. 442 cod. proc. pen., comma 2
alla pena dell'ergastolo e' sostituita quella della reclusione di anni trenta
La disposizione che consentiva la sostituzione dell'ergastolo con 30 anni si colloca come norma che disciplina il rito abbreviato e ha natura prevalentemente processuale; la sua applicazione ai procedimenti pendenti è stata oggetto di disciplina transitoria successiva
legge n. 479 del 1999 (art. 30)
Ha riaperto l'accesso al rito abbreviato anche per reati puniti con ergastolo prevedendo la sostituzione con 30 anni, ma non ha disposto automaticamente l'applicazione per i procedimenti già definiti; non prevedeva regole immediate per i pendenti
decreto legge n. 82 del 2000 (art. 4-ter, commi 2 e 3)
Ha introdotto disciplina transitoria limitativa per i procedimenti pendenti, consentendo il recupero del rito solo se l'istruttoria non si fosse conclusa nelle sedi di merito; ha escluso la possibilità di proporre la richiesta per la prima volta in sede di legittimità
decreto legge n. 341 del 2000 (art. 7, comma 1)
Aveva interpretato la locuzione pena dell'ergastolo come riferita all'ergastolo senza isolamento e stabilito regole sulla sostituzione, ma il comma 1 è stato in parte dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale (sent. n. 210/2013) per i profili confliggenti con la CEDU
art. 7 CEDU
Richiama il principio di legalità e determinatezza delle pene; la Corte EDU e la giurisprudenza italiana hanno ritenuto rilevante il momento in cui l'imputato presta consenso al rito premiale per identificare quale legge penale è applicabile
Costituzione (artt. 3, 25, 27, 76, 117)
Richiamate per i profili di ragionevolezza, legalità, limiti di delega legislativa e obbligo di conformità al diritto europeo; utilizzate nel ricorso per sostenere l'applicazione della legge piu favorevole, ma la Corte ha ritenuto prevalere la natura processuale delle norme sul rito
Massime di principio
- Il diritto al beneficio di una disciplina piu favorevole collegata a un rito premiale (come il giudizio abbreviato) richiede non solo la previsione normativa ma anche il rispetto delle condizioni processuali e temporali stabilite dalla legge transitoria: non basta la mera istanza se, al momento rilevante, il processo ha superato la fase che la norma indica come termine per l'accesso.
- Per i procedimenti pendenti la legge può legittimamente subordinare l'applicazione delle nuove disposizioni procedurali a eventi formali (es. richiesta valida in sede di merito prima dell'apertura del dibattimento); tali condizioni non possono essere aggirate per applicare retroattivamente una disciplina piu favorevole.
- La Corte di Cassazione, in genere, non può creare ex novo l'accesso a un rito premiale in sede di legittimità se la norma transitoria riserva tale accesso alle sedi di merito: la prima richiesta utile deve essere proposta nella fase processuale compatibile con la funzione deflattiva del rito.
- Per invocare rimedi derivanti da giurisprudenza sovranazionale (es. Scoppola/CEDU) occorre che la situazione del condannato sia sostanzialmente sovrapponibile al caso pilota; le estensioni del rimedio in esecuzione sono possibili solo se ricorrono i medesimi elementi essenziali individuati dalla giurisprudenza.
- Quando si valuta quale legge penale applicare in presenza di successione normativa, per i riti premiali il momento decisivo può essere il momento in cui l'imputato presta un consenso efficace al rito; tuttavia tale principio non annulla le condizioni procedurali poste dal legislatore per l'accesso.
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