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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6250/2024 del 12/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del rigetto, da parte della Corte d'appello, della richiesta di applicazione della sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità ex art. 73, comma 5-bis, d.P.R. 309/1990; la motivazione del rigetto era fondata sulla ritenuta assenza di procura speciale rilasciata dall'imputato al difensore per proporre tale istanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al punto relativo alla richiesta della sanzione sostitutiva: ha accertato che l'imputato aveva effettivamente rilasciato procura speciale al difensore il 3 febbraio 2018, depositata il 6 febbraio 2018, con espresso potere di richiedere la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Roma esclusivamente quanto alla richiesta di applicazione della sanzione sostitutiva; le restanti statuizioni non sono state interessate dall'annullamento.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1

    Norma che definisce il reato contestato (illecito connesso a stupefacenti); citata nella motivazione in relazione alla qualificazione del fatto e alla condanna originaria.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Comma richiamato nella fase di qualificazione del delitto (ipotesi più lieve) che ha portato alla parziale riforma della sentenza di primo grado da parte della Corte d'appello.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5-bis

    Prevede la possibilità della sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità; la Corte di Cassazione ha ribadito che la richiesta è atto personalissimo dell'imputato e può essere proposta dal difensore solo se munito di apposita procura speciale, che nel caso di specie risultava invece presente.

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione della sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità ex art. 73, comma 5-bis, è atto personalissimo: può essere presentata solo dall'imputato o dal difensore se munito di procura speciale.
  • La procura speciale deve essere chiara nell'attribuire al difensore il potere di chiedere espressamente la sostituzione della pena; la sua esistenza ed efficacia vanno verificati dagli organi giudicanti prima di rigettare la richiesta per carenza di legittimazione.
  • Se il difensore allega e deposita una procura speciale che conferisce il potere di richiedere la sanzione sostitutiva, il rigetto basato sull'assenza di tale procura è viziato e può comportare annullamento e rinvio limitato al punto controverso.
  • La Corte di merito, una volta accertata la legittimazione del difensore, deve valutare nel merito l'ammissibilità e l'opportunità della sostituzione della pena, anche nei limiti previsti dalla normativa.
  • In giudizi abbreviati e nelle fasi in cui rilevano atti personalissimi, è buona prassi depositare tempestivamente le procure speciali e farne esplicita menzione in udienza per evitare questioni di ammissibilità formale.

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