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Ordinanza

Ordinanza n. 161/2026 - Napoli, Sezione 8

sull'istanza depositata in data 31 ottobre 2025 dalla ricorrente Letizia Balsamo, rappresentata e difesa dall'avv. Corrado Brancati, volta ad ottenere istruzioni al commissario ad acta nominato con la sentenza n. 4165/2025.

Giustizia amministrativa202405555

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: determinazione del commissario ad acta che aveva ritenuto esaurite le proprie funzioni a seguito di una deliberazione consiliare comunale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva ottenuto una prima sentenza di accoglimento dell'azione avverso il silenzio serbato dal Comune sull'istanza diretta alla conclusione del procedimento di acquisizione del terreno ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. Persistendo l'inadempimento, una successiva sentenza aveva ordinato al Comune di concludere il procedimento entro sessanta giorni, nominando, in caso di ulteriore inerzia, il Prefetto di Napoli quale commissario ad acta. Decorso inutilmente il termine, il Prefetto aveva delegato le funzioni commissariali. Nel frattempo, il Consiglio comunale aveva adottato una deliberazione con cui dichiarava la prevalenza dell'interesse pubblico al mantenimento del bene e conferiva mandato agli uffici tecnici di adottare il provvedimento ex art. 42-bis. Il commissario aveva quindi comunicato di ritenere esaurita la propria funzione, richiamando il principio dell'Adunanza plenaria n. 8/2021 e sostenendo che la contestazione relativa alla quantificazione dell'indennizzo non rientrasse nei propri compiti. La ricorrente ha chiesto istruzioni, deducendo che la deliberazione consiliare fosse un mero atto di indirizzo, non equivalente al provvedimento finale di acquisizione sanante, e che il procedimento non fosse stato integralmente concluso.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza e ordinato al commissario ad acta di proseguire nell'esercizio delle funzioni conferitegli, adottando entro sessanta giorni il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, completo di tutti gli elementi normativamente richiesti, inclusa la quantificazione e la corresponsione dell'indennizzo. Il giudice ha ritenuto che il provvedimento di acquisizione sanante sia un atto complesso e autosufficiente, non riducibile alla sola dichiarazione della prevalenza dell'interesse pubblico, dovendo contenere anche la valutazione comparativa degli interessi, l'indicazione delle circostanze dell'occupazione illegittima, l'assenza di ragionevoli alternative e la determinazione dell'indennizzo. La deliberazione consiliare, limitandosi a dichiarare l'interesse pubblico e a demandare agli uffici l'adozione dell'atto finale, è stata qualificata come mero atto di indirizzo politico-amministrativo, privo di efficacia provvedimentale e inidoneo a concludere il procedimento. Il TAR ha inoltre chiarito che il principio dell'Adunanza plenaria n. 8/2021 sancisce la permanenza di poteri concorrenti e paralleli dell'amministrazione e del commissario ad acta fino alla completa esecuzione del giudicato; non consente, quindi, al commissario di cessare dall'incarico in presenza di un'attività comunale soltanto parziale o preparatoria. Il commissario dovrà, ove necessario, avvalersi degli uffici tecnici comunali per le attività istruttorie funzionali alla determinazione dell'indennizzo.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico

    Disciplina l'acquisizione coattiva sanante del bene al patrimonio indisponibile dell'amministrazione e richiede un provvedimento unitario, specificamente motivato, contenente la valutazione comparativa degli interessi, l'indicazione delle circostanze dell'occupazione illegittima, l'assenza di ragionevoli alternative e la quantificazione e corresponsione dell'indennizzo.

  • art. 42-bis, comma 4, d.P.R. n. 327/2001

    il provvedimento di acquisizione [...] è specificamente motivato in riferimento alle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico [...] valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l'assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione

    Individua gli elementi essenziali del provvedimento di acquisizione, inclusa l'indicazione del diritto acquisito e la motivazione rafforzata sulle ragioni di interesse pubblico.

  • art. 21 c.p.a.

    Il commissario ad acta è qualificato come ausiliare del giudice dell'ottemperanza ed è investito del potere-dovere di adottare in via sostitutiva tutti gli atti necessari all'integrale esecuzione del giudicato.

  • art. 99 c.p.a.

    Rileva in relazione al valore vincolante del principio di diritto enunciato dall'Adunanza plenaria per le sezioni giudicanti.

Massime di principio

  • Il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 è un atto complesso e autosufficiente: non è sufficiente dichiarare la prevalenza dell'interesse pubblico, ma occorre indicare e motivare tutti gli elementi previsti dalla norma, compresa la quantificazione e la corresponsione dell'indennizzo.
  • Una deliberazione comunale che dichiari l'interesse pubblico al mantenimento del bene e demandi agli uffici l'adozione dell'atto finale costituisce un atto di indirizzo politico-amministrativo, privo di efficacia provvedimentale e inidoneo a concludere il procedimento di acquisizione sanante.
  • La nomina del commissario ad acta non priva l'amministrazione del potere di provvedere, che permane fino alla completa esecuzione del giudicato; amministrazione e commissario sono titolari di poteri concorrenti e paralleli.
  • Il commissario ad acta non può cessare dalle proprie funzioni quando l'amministrazione abbia posto in essere soltanto un'attività parziale, incompleta o preparatoria: l'incarico cessa soltanto con l'integrale adempimento dell'obbligo imposto dal giudicato.
  • Quando il giudicato ordina la conclusione del procedimento ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, il commissario deve adottare in via sostitutiva il provvedimento finale completo di tutti i suoi elementi costitutivi, inclusa la liquidazione dell'indennizzo.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del poterePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di istruttoria

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