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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10680/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 09/11/2023 che ha rigettato l'opposizione al diniego di ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il ricorrente contestava: 1) l'applicazione indebita della presunzione di superamento dei limiti di reddito prevista dall'art. 76, comma 4-bis, d.P.R. 115/2002, sostenendo che alcune condanne (in particolare quelle del 2003 relative agli artt. 74, comma 6, e 73, comma 5, d.P.R. 309/90) non rientrano nel novero dei reati che attivano la presunzione; 2) la errata individuazione del periodo utile ai fini della presunzione (la difesa riteneva rilevante solo il periodo 2010-2014 per la condanna ai sensi dell'art. 74, comma 1); 3) l'erronea valutazione probatoria circa la documentazione reddituale prodotta (si lamenta che il Tribunale abbia ritenuto sia mera autocertificazione mentre furono allegate certificazioni di enti pubblici); 4) l'omessa valutazione dello stato detentivo lungo (anche in 41-bis) come elemento idoneo a dimostrare la mancanza di mezzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi: la presunzione ex art. 76, comma 4-bis, d.P.R. 115/2002 e' di natura relativa e puo' essere superata con prove specifiche; tuttavia nel caso di specie il Tribunale ha correttamente rilevato che il ricorrente era stato condannato con sentenza definitiva del 05/10/2017 per il reato di cui all'art. 74, comma 1, d.P.R. 309/90, circostanza che da sola legittima l'operativita' della presunzione. La presenza di altra condanna del 2006 relativa ad altre fattispecie non esclude l'effetto complessivo delle condanne valutate insieme. La Corte ha inoltre ritenuto non decisiva la circostanza della lunga detenzione (anche in 41-bis) ai fini del superamento della presunzione. Le critiche sulla valutazione delle certificazioni prodotte sono state considerate generiche e prive di indicazione puntuale del valore probatorio degli atti. Il ricorso era ammissibile solo per violazione di legge e non per vizio di motivazione; la motivazione del Tribunale e' stata ritenuta non insufficiente. Conseguentemente il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 99, comma 4)

    Consente il ricorso per Cassazione contro l'ordinanza che decide l'opposizione al diniego del patrocinio a spese dello Stato, ma il ricorso e' ammesso solo per violazione di legge (non per vizio di motivazione salvo assenza o motivazione apparente).

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 76, comma 4-bis)

    "Per i soggetti gia' condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416-bis c.p., 291-quater del testo unico... 73 limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'art. 80, e 74, comma 1, del testo unico... il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti"

    Stabilisce una presunzione relativa di superamento dei limiti reddituali per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato quando ricorrono specifiche condanne definitive; la presunzione puo' essere superata solo con adeguate e concrete allegazioni probatorie.

  • D.L. n. 92/2008 conv. in L. n. 125/2008

    Modifica normativa che ha inciso sulla formulazione dell'art. 76 d.P.R. 115/2002, in particolare introducendo o ridefinendo la disciplina della presunzione di reddito per specifiche condanne.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (art. 74, commi 1 e 6; art. 73, comma 5)

    Articoli del testo unico sugli stupefacenti: l'art. 74 comma 1 riguarda associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (che rientra tra i reati che attivano la presunzione di cui all'art. 76, comma 4-bis), mentre altre fattispecie (es. comma 6) possono non ricadere nel novero delle ipotesi specificamente richiamate dall'art. 76, comma 4-bis; tuttavia nel caso concreto piu' condanne rilevate nel complesso giustificano l'applicazione della presunzione.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 96, comma 3)

    Prevede che il giudice non e' tenuto ad effettuare accertamenti in ordine alle condizioni economiche del richiedente qualora operi la presunzione prevista dall'art. 76, comma 4-bis, e non siano state allegati elementi concreti idonei a superarla.

  • Codice di procedura penale (art. 125, comma 3)

    Impatto sulla obbligatorieta' della motivazione dei provvedimenti giurisdizionali: l'assenza assoluta di motivazione o la motivazione apparente integrano vizio rilevante ai fini di impugnazione per violazione di legge.

  • Norme e giurisprudenza su regime 41-bis

    La detenzione, anche in regime di 41-bis, non esclude di per se' la possibilita' di desumere presunzioni circa il superamento della soglia reddituale per soggetti che hanno ruoli verticistici in associazioni criminali; lo stato detentivo non e' di per se' idoneo a superare la presunzione.

Massime di principio

  • La presunzione di superamento dei limiti reddituali prevista dall'art. 76, comma 4-bis, d.P.R. 115/2002 ha natura relativa: puo' essere ribaltata, ma solo con adeguate e specifiche allegazioni di fatti concreti che dimostrino la mancata disponibilita' di mezzi.
  • Una condanna definitiva per i reati espressamente richiamati dall'art. 76, comma 4-bis (es. art. 74, comma 1, d.P.R. 309/90) e' di per sé elemento idoneo ad attivare la presunzione, anche se esistono altre condanne non direttamente ricomprese; il giudice puo' valutare il quadro complessivo delle condanne.
  • La mera produzione di autocertificazioni, se non accompagnata da documentazione chiara e spiegata (certificati che siano esplicitati nel loro contenuto e rilevanza), difficilmente supera la presunzione; e' necessario indicare in che modo ogni certificazione incide sulla ricostruzione della situazione economica.
  • Lo stato di detenzione, incluso il regime 41-bis, non elimina automaticamente la presunzione di reddito derivante da condotte illecite pregresse o continuative; va dimostrato come la detenzione abbia impedito ogni accesso a risorse illecite.
  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze ex art. 99 d.P.R. 115/2002 e' limitato a questioni di diritto (violazione di legge); le contestazioni meramente critiche sulla motivazione vengono vagliate solo se si lamenta l'assenza totale di motivazione o la sua apparente inconsistenza.
  • Il giudice dell'opposizione non e' obbligato ad compiere indagini probatorie supplenti in assenza di concrete e specifiche allegazioni dal richiedente; l'onere probatorio rimane a carico del ricorrente che intende superare la presunzione.

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