Ordinanza n. 15281/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’annullamento - del provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative prot. n. m_lps.AGG579Z.Registro ufficiale.U.0002418 del 4 marzo 2026, in ogni parte ritenuta di interesse per l’odierna impugnativa notificato in pari data (all. 1); - del verbale conclusivo di accertamento n. 01/CPP-CRB-DL-FDL del 26 settembre 2024 emesso dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Nuoro, relativamente alla sede zonale del patronato Enac di Siniscola, in ogni parte ritenuta di interesse per l’odierna impugnativa (all. 2); - ove occorra, del provvedimento prot. n. 708 del 23 gennaio 2025, adottato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in ogni parte ritenuta di interesse per l’odierna impugnativa (all.3).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale conclusivo dell’ispezione svolta presso la sede zonale di Siniscola, rigetto ministeriale dell’istanza di rettifica e provvedimento di decadenza della sede dal diritto ai contributi per l’annualità 2021
Esito
La controversia
Il patronato ha impugnato il verbale conclusivo dell’accertamento ispettivo del 26 settembre 2024, relativo alla sede zonale di Siniscola, il rigetto ministeriale del 23 gennaio 2025 dell’istanza di rettifica proposta ai sensi dell’art. 10, comma 4, d.m. n. 193/2008 e il provvedimento ministeriale del 4 marzo 2026 che ha dichiarato, per l’annualità 2021, la decadenza della sede dal diritto ai contributi finanziari, riservando la quantificazione delle somme. Ha dedotto plurimi profili di violazione di legge ed eccesso di potere in relazione agli esiti ispettivi e ai provvedimenti conseguenti. Il TAR ha rilevato d’ufficio il possibile difetto di competenza territoriale.
La decisione
Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato come competente il TAR Sardegna. Ai fini della competenza, ha individuato nell’atto dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Nuoro, adottato all’esito dell’ispezione, l’atto che radica la controversia; il rigetto dell’istanza gerarchica non ha autonoma lesività, ma conferma la lesione originaria. Inoltre, gli atti producono effetti diretti nell’ambito territoriale della sede zonale di Siniscola, destinataria dell’ispezione, dell’annullamento di pratiche per 224 punti di attività e della conseguente decadenza dai contributi. Il processo può essere riassunto davanti al TAR Sardegna nei termini di legge. Spese compensate.
Norme richiamate
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. V-ter, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, dichiara la propria incompetenza territoriale, indicando come competente il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, innanzi al quale il processo potrà essere riassunto ai sensi dell’art. 15, co. 4, c.p.a.
Dichiarata l’incompetenza territoriale, il processo può essere riassunto davanti al TAR indicato come competente secondo i termini previsti dalla disposizione.
art. 17, comma 1, secondo periodo, l. n. 152/2001
La violazione del suddetto divieto comporta, per la sede in cui si è verificata detta violazione, la decadenza dal diritto ai contributi finanziari di cui all'articolo 13, per le attività svolte dalla sede in cui si è verificata la infrazione
La decadenza dal diritto ai contributi è riferita alla sede del patronato presso cui si è verificata l’infrazione e alle attività svolte da quella sede.
Massime di principio
- La competenza territoriale si determina con riguardo all’atto che radica la controversia e in relazione al quale va individuata la regola di competenza; il successivo rigetto del ricorso gerarchico, se privo di autonoma lesività, accede all’atto originario e non costituisce una rinnovazione dello stesso.
- Quando gli atti impugnati producono effetti diretti esclusivamente nel territorio in cui è ubicata la sede destinataria dell’attività ispettiva e dei conseguenti provvedimenti, è competente il TAR nella cui circoscrizione ricade tale sede.
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