Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18553/2026 del 22/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza diretta al riconoscimento del vincolo della continuazione fra due sentenze irrevocabili di condanna per delitti di stupefacenti: 1) sentenza ex art. 444 c.p.p. del Tribunale di Torre Annunziata del 18/02/2014 (art. 73 DPR 309/1990, fatto del 15/02/2014 a Boscoreale) e 2) sentenza del GIP del Tribunale di Torre Annunziata del 27/06/2024 (poi riformata quoad poenam dalla Corte d'Appello di Napoli il 06/02/2025) per reati commessi tra aprile e novembre 2022 a Boscoreale. Il ricorrente ha censurato omissione di valutazione degli elementi indicati nell'istanza ex art. 671 c.p.p. (causali, modalità, sistematicità), mancata considerazione delle informative di polizia giudiziaria e di una vicenda del 2020, nonché il fatto che la sentenza del 27/06/2024 avrebbe già riconosciuto una continuazione esterna.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato il principio secondo cui l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso è questione di fatto e che grava sul condannato l'onere di allegare elementi specifici e concreti a sostegno dell'applicazione della continuazione, non essendo sufficiente la mera contiguità cronologica o l'analogia dei titoli di reato. Il giudice dell'esecuzione aveva correttamente rilevato l'omogeneità dei reati e l'identità del luogo, ma aveva negato l'unicità del disegno criminoso valorizzando il consistente intervallo temporale (oltre otto anni) e i periodi di detenzione intervenuti, nonché le diverse circostanze e la diversa consistenza delle condotte (5,8 g di cocaina e oltre 50 g di hashish nel 2014 vs pluralità di episodi di spaccio di cocaina tra aprile e novembre 2022). Le informazioni relative al 2020 non comprovavano una responsabilità irrevocabile e non erano idonee a colmare il rilevante iato temporale. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Individua le fattispecie di reato in materia di stupefacenti oggetto delle condanne; la Corte ne richiama l'applicazione nei singoli fatti di detenzione e spaccio valutati separatamente ai fini del riconoscimento della continuazione

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare la natura della prima sentenza (patteggiamento); non influisce di per sé sul riconoscimento della continuazione, che richiede valutazione fattuale dell'unità del disegno criminoso

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata come base per l'istanza di riconoscimento della continuazione in sede di esecuzione; impone al giudice dell'esecuzione di valutare gli elementi indicati dall'istante

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 12936 del 3/12/2018

    Principio che l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso è questione di fatto e sindacabile in Cassazione solo se priva di adeguata motivazione

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 35806 del 20/04/2016

    Principio secondo cui grava sul condannato l'onere di allegare elementi specifici e concreti per ottenere il riconoscimento della continuazione; la mera contiguità cronologica o analogia dei titoli di reato non è sufficiente

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 21326 del 06/05/2010

    Ulteriore affermazione della necessità di prove concrete dell'unicità del progetto criminoso e della non equivalenza tra abitualità criminosa e progetto unitario

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede la prova di un disegno criminoso unitario: non basta la mera analogia dei reati o la loro prossimità cronologica
  • Sull'istante grava l'onere di fornire elementi specifici e concreti (causa, modalità, sistematicità, nesso teleologico) che dimostrino l'unità ideativa e volitiva delle condotte
  • Un consistente iato temporale e periodi di detenzione interposti sono fattori che, se non adeguatamente giustificati, ostano al riconoscimento della continuazione
  • Pregresse vicende non irrevocabili o semplici informative di polizia giudiziaria hanno valore limitato se non contribuiscono a dimostrare l'unità del progetto criminoso
  • Il giudice dell'esecuzione valuta i fatti in concreto; le sue valutazioni di fatto sono sindacabili in Cassazione solo se carenti di motivazione logica o contraddittorie

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.