Cassazione Penale, Sentenza n. 3969/2022 del 04/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del riesame del 17/06/2021 che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (e probatorio) del 27/05/2021 relativo a reati connessi all'accisa (art. 40, comma 1, lett. B e comma 4 e art. 49 D.lgs. 504/1995). Il ricorrente censura la motivazione del Tribunale sul fumus del reato e sulle esigenze cautelari, rilevando che nei locali erano stati rinvenuti quattro serbatoi con miscele di gasolio, benzina e oli minerali la cui origine non era accertata e che risultavano in corso analisi sui campioni, elementi che a suo avviso rendevano necessaria una diversa valutazione del fumus e della motivazione
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere basato su vizi della motivazione formulati in termini generici, non configurando una violazione di legge. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata contenesse una motivazione adeguata, coerente e non manifestamente illogica: il fumus emergeva da molteplici elementi (quattro serbatoi con miscele di carburanti/oli di origine non accertata e la mancanza di autorizzazioni alla movimentazione) e le esigenze cautelari risultavano adeguatamente trattate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 40, comma 1, lettera B e comma 4 e art. 49 D.lgs. 504/1995
Norme che disciplinano le fattispecie penali in materia di accise e la rilevanza penale della detenzione/movimentazione illecita di prodotti soggetti ad accisa; la Corte si è richiamata a tali disposizioni come ambito dei reati in accertamento
art. 125 cod. proc. pen. e art. 111 Cost.
Richiamate in relazione ai limiti e garanzie del procedimento cautelare e del diritto di difesa; usate dal ricorrente per contestare la legittimità della motivazione, ma la Corte non ha ritenuto violati quei principi
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Richiama i limiti di motivazione delle impugnazioni in cassazione e la necessità di motivare i mezzi di impugnazione nei termini strettamente necessari
art. 606, comma 1, lettera e) cod. proc. pen.
Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte precisa che il ricorso contro provvedimenti di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali tanto radicali da renderla del tutto incomprensibile
art. 616 cod. proc. pen. (sanzione per ricorso infondato)
Norma richiamata per la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato
Massime di principio
- Il ricorso in Cassazione contro provvedimenti di sequestro preventivo o probatorio è ammissibile principalmente per violazione di legge; i semplici vizi di motivazione, se formulati in modo generico, portano all'inammissibilità
- Per contestare il fumus del reato in sede di riesame/cassazione è necessario dimostrare che la motivazione sia del tutto assente o affetta da vizi tali da renderla incomprensibile o palesemente illogica; non basta sostenere che alcune prove (es. analisi di campioni) erano in corso
- Elementi materiali e documentali concreti (es. rinvenimento di serbatoi con carburanti di origine non accertata e assenza di autorizzazioni) costituiscono fondamento valido per ritenere il fumus e per motivare il sequestro
- Se si intende impugnare un sequestro, è strategico proporre motivi fondati su specifiche violazioni di legge o su prove documentali che dimostrino l'assenza di elementi che, secondo il giudice, formano il fumus, evitando censure generiche sulla motivazione
- La presenza di accertamenti tecnici in corso (analisi di campioni) non annulla automaticamente il fumus: occorre dimostrare in modo concreto che gli esiti, se già prevedibili o provabili, avrebbero escluso la sussistenza del reato
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