Cassazione Penale, Sentenza n. 39999/2022 del 21/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 18/02/2021 con molteplici censure: per MATURO contestazione del calcolo della pena in continuazione (individuazione del reato piu' grave, aumenti per i reati satelliti e applicazione della continuazione con pregresso giudicato); per AMORUSO contestato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la quantificazione della pena in continuazione; per BIFULCO censurate la motivazione circa la responsabilità per associazione mafiosa, furto aggravato, cessione di stupefacenti, qualificazione del fatto come estorsione e gli aumenti in continuazione; per DE LISO contestata la qualificazione del reato di detenzione/cessione (dolosi/quantitativi), l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 e le sanzioni accessorie; per FEDERICO censite lacune nella motivazione in relazione all'art. 73 DPR 309/1990 e l'uso delle dichiarazioni del collaboratore Amoruso; per TAGLIAFERRO dedotti travisamento della prova nelle intercettazioni, inadeguata correlazione tra imputazione e motivazione (art. 521 c.p.p.), qualificazione ai sensi dell'art. 73 DPR 309/1990, quantificazione della pena e mancato riconoscimento della particolare tenuità (art. 131-bis c.p.).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso di Francesco Maturo fondato limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio: ha annullato la sentenza impugnata nei suoi confronti con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli per rideterminare la pena complessiva (motivo relativo al calcolo degli aumenti in continuazione). Ha invece dichiarato inammissibili i ricorsi di Carmine Amoruso, Valerio Bifulco, Giovanni De Liso, Antonio Federico e Francesco Tagliaferro. Per i ricorrenti inammissibili è disposta la condanna al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Inoltre, la dichiarazione di inammissibilità comporta per Valerio Bifulco la rifusione delle spese in favore della parte civile ALILACCO SOS Imprese Confesercenti, liquidate come da dispositivo. In sintesi: accoglimento parziale (solo su profilo sanzionatorio per Maturo) e inammissibilità/rigetto per gli altri.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Riferimento alla partecipazione ad associazione mafiosa; la Corte di merito ha motivato la responsabilità degli imputati valorizzando intercettazioni, condotte e ruoli (la Cassazione ha ritenuto la motivazione congrua salvo per i profili di calcolo della pena in continuazione).
art. 416-bis.1 cod. pen.
Aggravante per aver commesso reati per agevolare o in favore del clan; la Corte ha ritenuto integrata l'agevolazione concreta (es. riferimento al clan Fabbrocino) ove emerge il collegamento operativo con il gruppo.
art. 73 D.P.R. 309/1990
Norma sulle sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto legittima la qualificazione e la quantità desumibile da "droga parlata" e contesto probatorio anche in assenza di sequestro, se il quadro indiziario è coerente.
art. 629 cod. pen.
Estorsione: la Corte conferma che la condotta minacciosa finalizzata a ottenere il pagamento del prezzo di droga integra estorsione, anche se la vittima riconosce il debito, poiché la pretesa non è esercizio di un diritto tutelato.
art. 81 cod. pen.
Regole sulla continuazione: la Cassazione richiama l'obbligo di determinare la pena per ciascun reato e, individuato il reato più grave, applicare gli aumenti per i reati satelliti con motivazione specifica; errore nella Corte territoriale sul metodo di calcolo ha giustificato l'annullamento con rinvio per MATURO.
art. 533 comma 2 cod. proc. pen.
Prescrive la determinazione della pena reato per reato in presenza di continuazione; la Cassazione richiama il dovere del giudice di motivare l'applicazione degli aumenti per ciascun reato satellite.
art. 62-bis cod. pen.
Circostanze attenuanti generiche: la Corte stabilisce che il diniego è sindacabile solo se la motivazione è assente o contraddittoria; il giudice di merito può escluderle basandosi su un prevalente elemento negativo.
art. 132 e 133 cod. pen.
Principi di proporzionalità e determinazione della pena: la Corte di merito ha ampi poteri discrezionali nella valutazione della congruità della pena se motivata; la Cassazione non sostituisce la valutazione di merito.
art. 131-bis cod. pen.
Particolare tenuità del fatto: la Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di applicazione per fatti plurimi e sistematici di cessione, escludendo la particolare tenuità per condotte non occasionali.
art. 616 cod. proc. pen.
Previsione di sanzioni per ricorsi infondati o colposi: la Corte ha applicato una somma equa (euro 3.000) a titolo di ammenda per i ricorrenti inammissibili.
art. 521 cod. proc. pen.
Obbligo di congruenza tra imputazione e decisione: censura su tale profilo è stata ritenuta infondata ove il periodo cronologico delle captazioni risulti compatibile con le contestazioni.
art. 606 cod. proc. pen.
Limiti di impugnazione in Cassazione (lett. e) e comma 3): la Corte ha richiamato che la Cassazione verifica la motivazione e non può sostituirsi al giudice di merito nelle valutazioni di fatto; alcuni motivi non erano deducibili o non oggetto di appello e quindi inammissibili.
L. 497/1974 (art. 10, 12, 14) e art. 23 L. 110/1975
Norme relative a detenzione e circolazione di armi da guerra / matricole abrase: utilizzate per contestare e confermare responsabilità su armi rinvenute o riferite nelle conversazioni e nelle dichiarazioni di collaboratori.
L. 895/1967 art. 2; artt. 624-625; artt. 635; art. 648; art. 497-bis cod. pen.
Norme riferite a danneggiamento aggravato, furto aggravato, ricettazione, falso: sono state richiamate per le specifiche imputazioni confermate in appello e non ritenute infondate in Cassazione.
Massime di principio
- La Corte di cassazione non riforma la valutazione di merito sulle prove (intercettazioni, dichiarazioni, quadro indiziario) se la motivazione della Corte territoriale è coerente e non manifestamente illogica; occorre segnalare errori di diritto o palese illogicità per ottenere accoglimento.
- Nel caso di continuazione (art. 81 c.p.), il giudice deve determinare la pena reato per reato: individuare la pena base per il reato più grave e applicare aumenti per ciascun reato satellite, motivando espressamente ogni aumento; errori metodologici sul calcolo giustificano annullamento e rinvio per nuovo computo.
- La qualificazione di estorsione per richieste di pagamento legate a cessioni di stupefacenti è consolidata: la minaccia per ottenere il prezzo integra estorsione poiché la pretesa non è tutelata dall'ordinamento.
- La "droga parlata" e l'assenza di sequestro non escludono la prova: se il contesto, il linguaggio (quantità, prezzo, debiti) e le intercettazioni forniscono un quadro coerente, la sostanza può essere identificata anche senza sequestro materiale.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può fondarsi su un unico elemento negativo ritenuto prevalente; la Cassazione verifica solo la congruità della motivazione e non ricalcola la pena di merito.
- Le decisioni cautelari (ad es. riesame misure) non vincolano il giudice del merito: il giudizio dibattimentale è autonomo e può valutare diversamente le stesse risultanze cautelari.
- Motivi procedurali o non dedotti in appello (es. sanzioni accessorie non impugnate) non possono essere valutati in Cassazione (limiti di ammissibilità ai sensi dell'art. 606 c.p.p.).
- Ricorsi manifestamente infondati o redatti senza adeguata base possono comportare condanne alle spese e ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare il rischio processuale prima di proporre ricorso.
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