Sentenza del 09/11/2016 n. 22740 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR di Roma - Sezione distaccata di Latina, che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro l'annullamento di una cartella di pagamento relativa a IRPEF e contributo S.S.N. per l'anno 1997. Il motivo principale riguardava la legittimazione passiva dell'Agenzia delle Entrate: secondo l'Amministrazione, la relativa carenza, incidendo sulla valida instaurazione del processo, avrebbe dovuto essere rilevata d'ufficio anche se non eccepita nel primo grado. Il contribuente ha inoltre eccepito la tardività del ricorso per cassazione e ha sostenuto la decadenza dell'Amministrazione dalla pretesa impositiva in applicazione dei nuovi termini di notifica delle cartelle.
La decisione
La Corte ha respinto l'eccezione di tardività del contribuente, considerando la sospensione feriale dei termini processuali. Ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il difetto di legittimazione ad agire o a contraddire è una condizione dell'azione, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche in cassazione. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio ad altra Sezione della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, che dovrà riesaminare la controversia e liquidare anche le spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
Art. 327 c.p.c.
Disciplina il termine lungo per impugnare le sentenze non notificate. Nel caso concreto, il termine è stato calcolato tenendo conto della sospensione feriale dei termini processuali.
Legge n. 742 del 1969, art. 1
Prevede la sospensione feriale dei termini processuali; tale sospensione ha impedito di considerare tardivo il ricorso per cassazione notificato il 20 settembre 2010.
D.L. n. 106 del 2005
Il contribuente ne ha invocato l'applicazione per sostenere la decadenza dell'Amministrazione dalla pretesa impositiva per tardiva notifica della cartella. La Corte, accogliendo il ricorso per la questione processuale, non ha definito nel merito tale profilo.
Principio della legitimatio ad causam
La legittimazione processuale costituisce una condizione dell'azione e, se manca, impedisce una valida decisione sul merito. Il relativo difetto è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche quando non sia stato eccepito tempestivamente dalla parte.
Massime di principio
- Le questioni relative alla legittimazione delle parti incidono sulla valida instaurazione del processo e possono essere rilevate d'ufficio dal giudice anche se non sono state sollevate nel primo grado.
- Quando una sentenza non è stata notificata, il termine lungo per impugnare deve essere calcolato considerando anche la sospensione feriale dei termini processuali.
- La cassazione con rinvio non decide necessariamente chi abbia ragione sul rapporto tributario sostanziale: elimina la sentenza impugnata e rimette la controversia al giudice di rinvio per un nuovo esame.
- La rilevabilità d'ufficio della legittimazione processuale non equivale automaticamente all'accoglimento della pretesa tributaria; il giudice deve comunque esaminare gli ulteriori profili, inclusi eventuali termini di decadenza per la notifica della cartella.
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