Cassazione Penale, Sentenza n. 18286/2023 del 03/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Laezza ha impugnato la conferma di condanna per detenzione di stupefacenti (art.73, commi 4 e 5, d.P.R. 9/10/1990, n.309) lamentando in primo luogo il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art.131-bis c.p. (anche in considerazione della quantità modesta di hashish e della presunta occasionalità e collaborazione dell'imputato). In secondo luogo ha censurato il diniego di conversione della pena detentiva in pecuniaria ai sensi della L. n.689/1981 (art.53 e ss.), deducendo carenza di motivazione sul punto e mancanza di specifico accertamento delle condizioni economiche e della rilevanza dei precedenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha rilevato carente la motivazione della Corte territoriale in relazione alla qualificazione come "ostativi" dei precedenti penali ai fini della non abitualità richiesta dall'art.131-bis c.p. (art.101 c.p. e art.131, comma 3 c.p.). La Cassazione ha richiamato i principi delle Sezioni Unite sulla valutazione complessa della particolare tenuità (modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo, grado di colpevolezza) e ha osservato che il giudice di merito non ha confrontato i caratteri fondamentali dei precedenti con la concreta condotta di detenzione di tre stecchette di hashish (peso complessivo modesto). Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio affinché il giudice di merito compia una specifica indagine sulla effettiva riconducibilità all'indole comune (scopo di lucro e caratteri fondamentali) dei precedenti rispetto al reato attuale. Il Procuratore generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio e l'applicazione di art.131-bis; tuttavia la Cassazione ha disposto il rinvio per un esame di merito più dettagliato.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309
Norma che punisce la detenzione di stupefacenti: la condotta contestata all'imputato rientra in questa fattispecie. La Corte ha confermato la responsabilità a livello di merito prima dell'intervento della Cassazione.
Codice penale
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha richiamato i criteri interpretativi (modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo, grado di colpevolezza) e ha stabilito che tutti i profili vanno valutati cumulativamente per il giudizio finale; un giudizio negativo su anche un solo indicatore preclude l'applicazione.
Codice penale
Definizione di comportamento abituale che, se sussistente, impedisce il riconoscimento della causa di non punibilità. La Corte ha richiamato che l'abitualità va valutata anche con riferimento ai parametri di cui all'art.101 c.p.
Codice penale
Criteri per la determinazione del grado di offesa (modalità della condotta, entità del danno/pericolo, intensità del dolo o grado di colpa), richiamati come parametri essenziali nella valutazione della tenuità.
Codice penale
Strumenti per individuare l'indole dei reati e verificare se reati diversi possiedono caratteri fondamentali comuni che possano integrare l'abitualità; la Corte ha evidenziato che il giudice deve confrontare i caratteri essenziali delle condotte e non limitarsi a richiamare la natura economica comune.
Legge 24 novembre 1981, n.689
Norme sulla conversione della pena detentiva in pecuniaria. La Corte ha osservato che il diniego della conversione richiede motivazione specifica e verifica delle condizioni (anche economiche) dell'imputato.
Codice di procedura penale
art.606, comma 1, lett. b) e lett. e)
Criteri di cassazione per motivi di merito: vizio di motivazione e mancanza di adeguata valutazione. Il ricorso denunciava violazione di questi principi e la Cassazione ha accolto la censura sul piano motivazionale.
Giurisprudenza (Sezioni Unite)
Sez. Un., 25/2/2016, n.13681 (Tushaj) e altresì Sez.4, 15/7/2016, n.48758 (Giustolisi)
Forniscono il quadro ermeneutico sul significato e la portata dell'art.131-bis, sottolineando la necessità di una valutazione complessa e storicizzata della condotta e la cumulatività degli indicatori per il riconoscimento della particolare tenuità.
Massime di principio
- Per riconoscere la causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.) occorre una valutazione complessiva e motivata delle modalità della condotta, dell'esiguità del danno o del pericolo e del grado di colpevolezza: tutti i fattori rilevanti devono essere considerati e bilanciati.
- La mera presenza di precedenti penali non è di per sé sufficiente a escludere la particolare tenuità: il giudice deve confrontare i "caratteri fondamentali" e l'indole dei precedenti con la condotta concreta contestata per verificare l'eventuale abitualità.
- Quando il diniego di benefici (es. riconoscimento dell'art.131-bis o conversione della pena) si fonda sui precedenti, la motivazione deve esplicitare perché tali precedenti appaiono omogenei e ostativi rispetto al fatto concreto; l'assenza di questo confronto determina carenza motivazionale.
- La conversione della pena ai sensi della L. n.689/1981 richiede accertamenti specifici, anche sulle condizioni economiche dell'imputato e sulla rilevanza dei precedenti: il giudice deve motivare in modo puntuale il diniego.
- In situazioni simili, è prudente chiedere al giudice di merito un accertamento comparativo tra la fattispecie attuale e i precedenti, documentando elementi che mostrino l'eccezionalità, l'occasionalità e l'assenza di scopo di lucro della condotta per sostenere l'applicabilità dell'art.131-bis.
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