Sentenza n. 1536/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 105/2024 del 15/05/2024 del Tribunale di Lecco, Sez. Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Lecco, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della Carta docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Lecco, passata in giudicato e notificata al Ministero il 5 dicembre 2024, con la quale l'amministrazione era stata condannata ad attribuire il beneficio economico di 500 euro annui tramite la Carta docente, per complessivi 1.000 euro. Deduceva il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 senza che il Ministero avesse dato esecuzione alla pronuncia, chiedendo l'erogazione della somma, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare l'esistenza, l'ammontare o l'esigibilità del credito e senza fornire indicazioni sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero a una sentenza passata in giudicato. Ha rilevato che la sentenza era stata ritualmente notificata, che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento e che non risultavano effettuati neppure pagamenti parziali. L'assenza di contestazioni dell'amministrazione ha inoltre evidenziato che il credito non era controverso né nell'an né nel quantum. Il Ministero è stato ordinato a effettuare integralmente il pagamento entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia, il TAR ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega, da attivarsi entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza da parte del ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza, attraverso la quale il giudice accerta l'inottemperanza al giudicato e ordina all'amministrazione di eseguire la sentenza, potendo nominare un commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il pagamento di somme dovute in forza di un titolo esecutivo nei confronti dell'amministrazione può essere richiesto dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni; decorso tale termine senza adempimento, può essere proposta l'azione di ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È la disposizione posta a fondamento del beneficio economico della Carta elettronica del docente, riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
Massime di principio
- Quando una sentenza di condanna al pagamento di somme nei confronti di una pubblica amministrazione è passata in giudicato, è stata ritualmente notificata ed è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, l'inerzia dell'amministrazione legittima l'azione di ottemperanza.
- In sede di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'esistenza e dell'ammontare del credito, unitamente all'assenza di pagamenti anche parziali, consente di accertare l'inottemperanza e di ordinare l'integrale esecuzione del titolo giudiziale.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di ulteriore inerzia, indicando modalità e termine dell'esecuzione sostitutiva.
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