Sentenza n. 752/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento di revoca del Direttore della UOC Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro della ASL Latina del giudizio di inidoneità relativo al sig. GN, ex dipendente della FRZ s.r.l. del 5/1/2024 prot. 1596 comunicato alla ricorrente con PEC del 5/1/2024 e di tutti gli atti presupposti e consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento del Direttore della UOC Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Azienda USL Latina che aveva revocato il precedente giudizio di inidoneità lavorativa, dichiarando l'idoneità dell'ex dipendente alle mansioni svolte
Esito
Favorevole al resistente (azienda sanitaria)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente, affidataria del servizio di gestione dei rifiuti urbani e datrice di lavoro dell'interessato, ha impugnato il provvedimento con cui l'Azienda USL Latina aveva revocato il giudizio di inidoneità al lavoro precedentemente espresso nei confronti di un proprio dipendente, ritenendolo nuovamente idoneo allo svolgimento delle mansioni lavorative. Ha dedotto vizi di violazione di legge ed eccesso di potere, chiedendo l'annullamento dell'atto e degli atti presupposti e consequenziali. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente e dell'adesione dell'Azienda USL. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo del processo amministrativo, in forza del quale la parte conserva la disponibilità dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare il venir meno dell'interesse a ottenere una pronuncia. Il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire; deve quindi dichiarare l'improcedibilità del ricorso. Le spese sono state compensate in ragione dell'esito meramente processuale della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento nell'ambito della disciplina della definizione del giudizio.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la parte conserva la disponibilità dell'azione e può dichiarare il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione.
- Quando il ricorrente dichiara in modo univoco di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando il giudizio si conclude con una pronuncia meramente processuale di improcedibilità e sussistono giustificati motivi.
Come è indicizzato
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