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Ordinanza

Ordinanza del 03/05/2018 n. 765 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Misure cautelari - Sospensione sentenza di secondo grado - Sospensione atto impugnato - Presupposti ed effetti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sospensione dell’esecutività della sentenza di secondo grado è inammissibile per carenza di interesse quando la sentenza si limita ad accertare l’infondatezza del ricorso e lascia operativo l’atto impositivo. Può invece essere richiesta la sospensione dell’esecuzione dell’atto, qualora sussista un danno grave e irreparabile. La decisione deve tuttavia bilanciare gli interessi del contribuente e dell’amministrazione, negando la misura quando la situazione finanziaria del contribuente rischi di compromettere il recupero del credito pubblico in caso di definitivo rigetto della domanda.

Misure cautelari: presupposti ed effetti della sospensione della sentenza di secondo grado e dell’atto impositivo

Sospensione della sentenza di secondo grado e dell’atto impositivo

Il documento esamina il diverso regime delle istanze cautelari con cui il contribuente chiede, da un lato, la sospensione dell’esecutività della sentenza di secondo grado e, dall’altro, la sospensione dell’esecuzione dell’atto impositivo impugnato.

Inammissibilità della sospensione della sentenza

Quando la sentenza di secondo grado dichiara infondato il ricorso del contribuente, essa non sostituisce né rende inefficace l’atto amministrativo impugnato, ma lascia inalterata l’operatività propria dell’atto impositivo. In tale situazione, l’istanza volta a sospendere l’esecutività della sentenza deve essere dichiarata inammissibile per carenza di interesse, poiché la sospensione della pronuncia non produrrebbe un’utilità concreta e distinta rispetto alla permanenza degli effetti dell’atto amministrativo.

Possibilità di sospendere l’atto impositivo

Diversamente, può essere accolta la richiesta di sospensione dell’esecuzione dell’atto impositivo quando il contribuente dimostri che dall’esecuzione possa derivare un danno grave e irreparabile. La valutazione deve concentrarsi sugli effetti diretti dell’atto e sulla concreta incidenza che l’esecuzione può avere sulla posizione patrimoniale del contribuente.

Differenza temporale tra le due misure

La distinzione tra le due sospensioni assume rilievo anche sotto il profilo della durata degli effetti:

  • la sospensione della sentenza opera soltanto fino alla pronuncia del giudice di legittimità;
  • la sospensione dell’atto impositivo produce effetti anche durante l’eventuale ulteriore giudizio e fino alla sua definizione.

La sospensione dell’atto, pertanto, è una misura potenzialmente più ampia e duratura rispetto alla sospensione della sentenza.

Bilanciamento degli interessi

La decisione sulla sospensione dell’atto richiede un’equa ponderazione degli interessi contrapposti. Da un lato, deve essere considerata la necessità di evitare al contribuente un pregiudizio grave e irreparabile; dall’altro, deve essere tutelato l’interesse della parte pubblica alla riscossione e al recupero delle somme dovute.

La misura non può essere concessa quando emerga il rischio che, qualora la domanda del contribuente venga definitivamente respinta, la sua già critica situazione finanziaria comprometta le possibilità recuperatorie dell’amministrazione. In tale ipotesi, la sospensione dell’atto determinerebbe un pregiudizio per la parte pubblica difficilmente reversibile e deve quindi essere negata, anche a fronte del danno prospettato dal contribuente.

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