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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8127/2022 del 07/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento della continuazione tra più condanne ovvero: l'omicidio di De Pedis, la partecipazione all'associazione per delinquere cd. 'banda della Magliana' e il sequestro e omicidio di Grazioli. Il ricorrente ha sostenuto l'esistenza di un medesimo disegno criminoso e ha indicato circostanze ritenute nuove dai difensori rispetto a precedenti istanze rigettate.

La decisione

La Corte di assise d'appello di Roma ha dichiarato inammissibile la richiesta per preclusione derivante da precedenti provvedimenti e sentenze di legittimità che avevano già respinto analoghe istanze. La Corte ha poi esaminato il merito e ritenuto comunque infondata la pretesa: ha osservato che, sebbene i reati siano collegabili al medesimo contesto associativo, la loro realizzazione è avvenuta in tempi molto dilatati ed in condizioni di dinamiche interne imprevedibili (arresti, conflitti, vendette), per cui non può ritenersi che tutti i reati fossero frutto di una deliberazione unitaria già all'atto dell'ingresso del ricorrente nel sodalizio. Per tali ragioni il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile; conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La Corte distingue il vincolo di continuazione dalla mera riconducibilità dei reati al programma associativo previsto dall'art. 416-bis: la continuazione richiede una deliberazione unitaria al momento della commissione del primo reato della serie e non può essere riconosciuta automaticamente per tutti i reati commessi nell'ambito di un'associazione.

  • Cass. Sez. 1, n. 23818 del 22/06/2020 (Rv. 279430)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per affermare il principio secondo cui la continuazione non può essere automaticamente riconosciuta per reati commessi in ambito associativo; è necessaria la prova di una deliberazione unitaria.

  • Precedenti sentenze della Corte di cassazione (provvedimenti che hanno rigettato o dichiarato inammissibili ricorsi avverso i precedenti dinieghi)

    Sono state richiamate come coerenti con la statuizione impugnata e a fondamento della preclusione: i precedenti giudizi di legittimità che hanno ritenuto inammissibili o infondate analoghe richieste costituiscono ostacolo alla riapertura della questione salvo indicazione specifica di elementi nuovi.

  • Ordinanza del Tribunale di Perugia del 6 maggio 2011 (giurisprudenza di merito)

    Riferimento di merito che, per un altro coimputato, aveva riconosciuto la continuazione tra l'omicidio De Pedis e la partecipazione all'associazione; la Corte di legittimità lo prende in considerazione ma non ritiene sufficiente a superare la preclusione o a dimostrare la sussistenza della continuazione per il ricorrente.

Massime di principio

  • Una richiesta di riconoscimento della continuazione deve indicare espressamente e con precisione gli elementi di novità (di fatto o di diritto) se essa ripropone questioni già decise: l'onere di evidenziare tali elementi è del ricorrente.
  • Il riconoscimento della continuazione non si determina automaticamente per reati commessi nell'ambito di una stessa associazione criminale (art. 416-bis): è necessario dimostrare che i reati siano frutto di una deliberazione unitaria già all'atto del primo reato.
  • Un ampio intervallo temporale, dinamiche associative imprevedibili, conflitti interni e vicende successive (arresti, faide, vendette) ostano al riconoscimento della continuazione perché rendono improbabile un progetto criminoso unitario originario.
  • I provvedimenti definitivi (giudicato esecutivo o sentenze di legittimità che hanno già respinto analoghe istanze) precludono la riesamina dell'identica questione a meno che non siano allegati e specificati nuovi elementi non valutati in precedenza.
  • Per avere successo in situazioni similari il difensore deve: a) distinguere chiaramente se la novità è di fatto o di diritto; b) documentare e descrivere puntualmente le nuove circostanze; c) mostrare i nessi spazio-temporali e la volontà unitaria nella pianificazione del reato; d) citare e confutare esplicitamente i precedenti provvedimenti che hanno già deciso la questione.

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