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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26061/2024 del 04/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

De Nardis aveva impugnato la sentenza d'appello che aveva confermato il diritto della Domus S.R.L. a una provvigione di €19.080,00 sulla base di un riconoscimento provvigionale che prevedeva la maturazione del diritto alla provvigione alla comunicazione dell'accettazione della proposta irrevocabile, anche se l'affare poi non si era concluso. Il ricorrente deduceva l'illegittimità di tale pattuizione per contrasto con l'art.1755 c.c. (la provvigione matura con la conclusione dell'affare), la vessatorietà dei clausole (artt.1341,1342 c.c. e art.33 lett. f) D.Lgs. 206/2005), l'inadempimento informativo dell'agenzia e chiedeva in subordine la riduzione della provvigione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo di ricorso ritenendo che, nel contratto di mediazione, il diritto alla provvigione è strettamente collegato alla conclusione dell'affare (art.1755 c.c.) e che la clausola che anticipa la maturazione della provvigione rispetto alla conclusione dell'affare può risultare nulla per squilibrio a tutela del consumatore se non contiene meccanismi di adeguamento al lavoro effettivamente svolto. Perciò la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Roma in diversa composizione; gli altri motivi sono stati assorbiti. La Corte ha inoltre precisato principi sul rapporto fra qualificazione giuridica in primo grado e giudicato interno, ritenendo che la riqualificazione in appello è possibile nei limiti della domanda e senza introdurre nuovi fatti.

Norme richiamate

  • art. 1755 cod. civ.

    La provvigione del mediatore matura con la conclusione dell'affare; norma di ordine pubblico economico che limita l'autonomia pattizia delle parti nel far maturare la provvigione in una fase anteriore.

  • art. 1756 cod. civ.

    Prevede il diritto al rimborso delle spese del mediatore anche se l'affare non è concluso; usata per distinguere il rimborso spese dall'effettiva provvigione.

  • art. 1759 cod. civ.

    Richiami all'obbligo informativo del mediatore; la sua violazione può incidere sulle valutazioni di buona fede e sulla legittimità delle pattuizioni contrattuali.

  • art. 2932 cod. civ.

    Riferimento alla forma di esecuzione specifica: l'affare si considera concluso quando le parti possono agire per l'esecuzione specifica secondo tale articolo (azione di esecuzione in forma specifica).

  • art. 1341 cod. civ.

    Richiamato per contestare clausole vessatorie; la Corte ha esaminato la vessatorietà delle pattuizioni del riconoscimento provvigionale.

  • art. 1342 cod. civ.

    Richiamato in tema di accettazione di condizioni contrattuali standard e delle possibilità di limitazione della responsabilità o anticipazione di diritti.

  • art. 33 lett. f) D.Lgs. n.206/2005 (Codice del consumo)

    Norma sulla clausole vessatorie nei contratti con i consumatori; utilizzata per valutare lo 'squilibrio significativo' a danno del consumatore e la possibile nullità parziale della clausola che anticipa la provvigione.

  • art. 36, comma 1 Codice del consumo

    Richiamata in relazione alla nullità parziale di protezione: la clausola nulla può essere considerata non apposta e la nullità può essere dichiarata per tutela del consumatore.

  • Direttiva 93/13/CEE (art. 3, par.1) e giurisprudenza Corte di Giustizia

    Principio secondo cui la nozione di 'significativo squilibrio' va valutata tenendo conto del diritto nazionale applicabile e se il consumatore sarebbe ragionevolmente caduto nella clausola in un negoziato individuale.

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 4)

    Norme processuali richiamate come mezzi di impugnazione in Cassazione (violazione di legge e nullità per motivazione apparente o per violazione del diritto di difesa).

  • artt. 112, 115, 132, 91, 88 c.p.c.

    Norme processuali menzionate nei motivi assorbiti, concernenti il diritto di difesa, la motivazione delle decisioni e la regolamentazione delle spese processuali.

  • art. 1469-bis cod. civ.

    Richiamato nella giurisprudenza citata come norma che può rendere vessatoria la clausola che attribuisce la provvigione al mediatore anche in caso di mancata conclusione dell'affare, se priva di meccanismi di adeguamento.

Massime di principio

  • Nel contratto di mediazione la provvigione, di regola, matura solo con la "conclusione dell'affare": clausole che anticipano la maturazione vanno valutate con attenzione e possono essere nulle se creano uno squilibrio ingiustificato rispetto alla disciplina di ordine pubblico (art.1755 c.c.).
  • Una clausola che attribuisca la provvigione anche in caso di mancata conclusione dell'affare può essere considerata vessatoria e nulla se non prevede un meccanismo di adeguamento al lavoro effettivamente svolto dal mediatore (principio di gradualità e sinallagma).
  • Il mediatore resta, comunque, titolare del diritto al rimborso delle spese sostenute anche se l'affare non si conclude (art.1756 c.c.), ma ciò non equivale al diritto alla provvigione.
  • Nella verifica della vessatorietà va effettuata l'analisi anche sotto il profilo della normativa europea (Direttiva 93/13/CEE): bisogna valutare se il consumatore, in un negoziato individuale, avrebbe ragionevolmente accettato la clausola.
  • Il giudice di appello può riqualificare giuridicamente i fatti e i negozi nell'ambito delle questioni sollevate con l'appello, purché non introduca nuovi elementi di fatto e non travalichi il petitum; il giudicato interno si forma sugli aspetti effettivamente decisi e su quelli che hanno influenzato concretamente l'indagine di merito.
  • Se una parte intende sottrarre alla decisione di primo grado la qualificazione giuridica data dal giudice (preliminare rilevante per la causa), deve proporre i rimedi processuali adeguati (es. appello incidentale condizionato), pena il consolidarsi del giudicato implicito.
  • In situazioni simili conviene: a) verificare la compatibilità delle pattuizioni sul compenso con l'art.1755 c.c.; b) se si anticipa la maturazione della provvigione, prevedere criteri di rideterminazione proporzionati all'attività svolta; c) documentare eventuali omissioni informative del mediatore; d) sollevare tempestivamente le eccezioni processuali necessarie per non perdere le doglianze rilevanti.

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