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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42402/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva parzialmente riformato il Tribunale riconoscendo l'imputato colpevole di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale quale amministratore di fatto della ARTE s.r.l. (fallita il 16/12/2009). Il ricorrente deduceva quattro motivi principali: 1) nullità per mancata notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare e omessa conoscenza del processo, con contestazione della corretta qualificazione della notifica al difensore; 2) travisamento della prova ed errata applicazione della legge fallimentare in relazione alla qualifica di amministratore di fatto (contestando la valutazione di testimonianze, interrogatori e stime dei cespiti); 3) errata qualificazione della bancarotta documentale come fraudolenta senza adeguati indici di dolo (richiesta di derubricazione in bancarotta semplice); 4) errata determinazione della durata delle pene accessorie fallimentari fissate in quattro anni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati risultano estinti per intervenuta prescrizione. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto il dedotto vizio in procedura generico e non provato dall'assenza dell'intero incarto dell'udienza preliminare, mentre il secondo motivo (travisamento della prova in ordine alla responsabilità) non è stato considerato manifestamente infondato e quindi ha reso necessario valutare il decorso della prescrizione. Applicando le regole di calcolo (artt. 157 e 161 c.p.p.) e tenendo conto delle sospensioni (normativa pandemica e astensioni dei difensori), la Corte ha accertato che la prescrizione è intervenuta e perciò ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 179

    Riferito nei motivi di nullità connessi alla notifica e all'assistenza tecnica; la Corte sottolinea che l'onere di allegazione documentale grava sul ricorrente per provare vizi procedurali

  • Codice di procedura penale, art. 479

    Richiamato in rapporto alle impugnazioni e ai termini processuali; contestazioni procedurali devono essere adeguatamente documentate nel fascicolo

  • Codice di procedura penale, art. 604 co. 4

    Citato in relazione al rito e alle formalità di impugnazione; la Corte verifica l'ammissibilità e la non manifesta infondatezza del ricorso

  • Codice di procedura penale, art. 161 (co.1 e co.4)

    Norma sulle notificazioni al difensore e al domiciliatario; il giudice chiarisce che la qualificazione corretta della relata è essenziale ma che il ricorrente non ha prodotto l'incarto completo necessario a dimostrare l'errore

  • Codice di procedura penale, artt. 157 e 161

    Utilizzati per il calcolo della prescrizione e per le regole sulle sospensioni; la Corte ha applicato tali norme per determinare la data di estinzione dei reati, tenendo conto delle sospensioni pandemiche e di astensione dei difensori

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Richiamato rispetto alla possibilità di pronunciare proscioglimento quando dalle atti emerga in modo incontrovertibile l'inesistenza del fatto o la non imputabilità; la Corte evidenzia che tale requisito è molto stringente e non ricorre nel caso, pertanto si procede con la declaratoria di estinzione per prescrizione

  • Legge fallimentare, art. 216 co.1 n.2

    Norma che disciplina la bancarotta fraudolenta patrimoniale; il ricorrente contestava l'applicazione di tale norma sostenendo l'inesistenza di adeguati indici di dolo, ma la Corte di Cassazione non ha approfondito il merito in senso sostanziale essendo intervenuta la prescrizione

  • Legge fallimentare, art. 217

    Riferita alla bancarotta documentale; il ricorrente chiedeva la derubricazione in bancarotta semplice per mancanza di elementi di dolo, questione rimasta di merito non decisa per effetto della prescrizione

Massime di principio

  • Se il ricorrente deduce vizi di notifica o procedurali, deve allegare l'intero incarto processuale relativo alla fase contestata (es. fascicolo dell'udienza preliminare) con attestazioni di cancelleria; senza la completa documentazione il motivo può essere dichiarato generico e inammissibile
  • La Cassazione può dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione anche quando permangono questioni di merito, purché il ricorso non sia manifestamente infondato e sia possibile accertare il decorso della prescrizione
  • Per contestare la qualificazione dell'aggravante o la sussistenza del dolo (es. bancarotta documentale fraudolenta), è necessario produrre elementi probatori precisi e documenti che consentano alla Corte di legittimità una valutazione ictu oculi; mere affermazioni generiche o contradette da pronunce di merito risultano insufficienti
  • Il calcolo della prescrizione richiede attenzione alle sospensioni e interruzioni (ad es. normative pandemiche, astensioni dei difensori): tali periodi incidono significativamente sulla data di estinzione e devono essere contestati con precisione se si vuol dimostrare il contrario
  • Quando la responsabilità è stata confermata da più gradi di giudizio, la possibile correzione in Cassazione su questioni di fatto è limitata: il ricorrente deve indicare chiaramente gli elementi documentali che mostrano travisamento della prova
  • Se si contesta la durata delle pene accessorie o la qualificazione del reato, è utile proporre censure motivatamente fondate su norme e giurisprudenza, ma occorre altresì considerare il rischio che, se la prescrizione è intervenuta, il giudice di legittimità possa limitarsi a dichiararla senza entrare nel merito

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