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Ordinanza

Ordinanza n. 242/2026 - Latina, Sezione 1

per l’annullamento – previa sospensione dell’efficacia del decreto prot. n. 531 del 31 ottobre 2025, notificato il 28 aprile 2026, con il quale è stata rigettata l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente con assicurata n. 055994766695.

Giustizia amministrativa202600666

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui è stata rigettata la sua istanza di rilascio del permesso di soggiorno, chiedendone l'annullamento e, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia. Il giudice ha ritenuto che non sussistesse un evidente fumus boni iuris, poiché il visto ottenuto per l'ingresso in Italia era vincolato all'uso esclusivo presso il datore di lavoro indicato. In mancanza della stipula del contratto di soggiorno con tale datore di lavoro, il visto perde validità. Non risultava applicabile l'eccezione prevista dalla circolare interministeriale del 18 giugno 2010, che consente, in presenza di motivate giustificazioni, il subentro contestuale di un nuovo datore di lavoro per la stessa tipologia e durata del rapporto stagionale. Il giudice ha inoltre escluso che potesse essere rilasciato un permesso di soggiorno per attesa occupazione, ritenendo necessario, a tal fine, che fosse stato comunque avviato un rapporto di lavoro.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare di sospensione dell'efficacia del decreto impugnato per carenza di un evidente fumus boni iuris. La motivazione si fonda sul carattere vincolato del visto rispetto al datore di lavoro indicato, sulla mancata verificazione dell'eccezione relativa al subentro di un nuovo datore di lavoro e sull'impossibilità di rilasciare un permesso per attesa occupazione in assenza dell'avvio di un rapporto di lavoro. Le spese della fase cautelare sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha esaminato la richiesta di sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato e l'ha rigettata per carenza di fumus boni iuris.

  • circolare interministeriale prot. n. 3965 del 18 giugno 2010

    al momento della presentazione presso lo sportello unico, qualora il datore di lavoro non intenda più procedere all’assunzione del lavoratore stagionale – purché con motivate giustificazioni – potrà essere consentito il contestuale subentro di un nuovo datore di lavoro per la stessa tipologia e durata

    Prevede in via eccezionale la possibilità di subentro contestuale di un nuovo datore di lavoro, purché vi siano motivate giustificazioni e restino invariati tipologia e durata del rapporto stagionale; il giudice ha ritenuto che tale eccezione non ricorresse nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il visto rilasciato per l'ingresso in Italia in relazione a uno specifico rapporto di lavoro è vincolato al datore di lavoro indicato; se il contratto di soggiorno con tale datore non viene stipulato, il visto perde validità, salvo l'eccezione specifica prevista per il subentro di un nuovo datore di lavoro alle condizioni stabilite dalla disciplina amministrativa applicabile.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone che un rapporto di lavoro sia stato comunque avviato; non può essere rilasciato quando l'ingresso fondato sul visto vincolato non abbia dato luogo all'instaurazione del rapporto lavorativo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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